di Maura Mediani

Tra le numerose associazioni esistenti ed operanti nella comunità di Lesa, sicuramente la più anziana è il corpo bandistico “La Volpina”. Seppure ai più è nota la sua fondazione, risalente al 15 settembre 1867, forse ancora non tutti sanno che, prima di tale data, a Lesa esistevano due bande: la “Banda di Povar” e la “Banda di Sciuri”, due gruppi che, manco a dirlo, erano in forte competizione tra loro.


Ora, il maestro della “Banda di Povar”, non avendo molti mezzi per acquistare partiture, come si può facilmente immaginare, molto furbescamente andava di nascosto ad ascoltare le prove dei concorrenti, riscriveva le “parti” dei brani ascoltati, le insegnava ai suoi musicanti e quindi usciva in piazza con le “marce” nuove prima degli altri. Da qui l’origine del nome dialettale di “vulpina”, rifacendosi ad un vecchio detto popolare di allora che narrava, infatti, della furbizia delle volpi. L’altro gruppo fu chiamato quindi banda di “bagnaa” (qualcuno azzarda in realtà che il nome fosse “rabiaa”, per non aver accettato di buon grado lo scherzo subito). Il particolare nome della banda “Corpo Bandistico Musicale La Volpina”, quindi, deriva dal gruppo di allora e, proprio per questo, nello stemma compare l’immagine della volpe, quale simbolo di furbesca scaltrezza.

La sua lunga sopravvivenza fino ad oggi, per lunghissimi anni, è dovuta semplicemente alla vera passione per la musica dei vari maestri che l’hanno diretta, ma soprattutto dei musici, che, spesso, dopo lunghe e faticose giornate di lavoro nei campi o nelle fabbriche, si ritrovavano alla sera per le prove e presenziavano sempre ai vari servizi. Nessuno ci ha mai “guadagnato”, anzi spesso si affrontavano personalmente le spese necessarie per le trasferte e gli strumenti, ma ,quando c’è vera passione, si sa, tutto è più facile.

In foto: La Banda di Lesa agli inizi del XX secolo, col cappello piumato e la divisa da Bersagliere

 

 

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