pranzo

Nonostante il freddo e la comparsa della prima neve, circa 200 persone si sono date appuntamento a Graglia, (sede degli Alpini), sabato 23 novembre, per gustare una raffinata cenetta ma soprattutto per sostenere un progetto in Uganda.

Ogni anno il Gruppo “Insieme si può…” propone una cena di solidarietà. Fedelmente tantissime persone, questa edizione ne ha contate più di duecento, si sentono coinvolte in un gesto di bontà che quest’anno si concretizzerà con la costruzione di una piccola casa in Uganda per due famiglie di ragazzi orfani costretti a vivere in strada. Ospite della serata, Daniele Giaffredo, giovane collaboratore di Insieme si può, che ha illustrato la situazione in cui vivono le due famiglie alle quali il gruppo cercherà di ridare speranza.

Daniele ha saputo fare molto di più che informare. Ha fatto riflettere tutti i presenti sulle ragioni che portano tanta disuguaglianza nel mondo, questo anche a causa dei comportamenti di ciascuno. Brillante e simpatico ma deciso e convinto, Daniele non ha fatto sconti, sostenendo che di fronte alle tragedie del mondo ci possiamo porre in tre maniere, e usando lo slogan Insieme si può ha dato questa interpretazione: “Insieme si poteva; (si sarebbe potuto), non è una nostra priorità, facciamo come le scimmiette che si tappano gli occhi e le orecchie, non vediamo, non sentiamo, non riportiamo nulla. Insieme si potrebbe (se c’è tempo, se ce ne ricordiamo, sempre che non lo faccia già qualcuno) sono le attenuanti che ci diamo ogni volta che svicoliamo alla responsabilità di fare qualcosa per le ingiustizie, anche quelle del nostro paese, rimandando ad altri momenti, delegando qualcun’altro”

“Ma c’è anche chi si sgancia da questa logica  dello stare alla finestra – ricorda Franca De Poi – e prende un impegno, perchè il problema di altri è importante e lo interessa al punto di cambiare vita. E’ solo così che migliaia di bambini sono stati salvati dalle malattie, dalla malnutrizione, è solo così che riescono ad andare a scuola, che hanno il cibo sicuro ogni giorno…. In questo modo cambiando la propria storia, la vita si arricchisce di umanità e di solidarietà vissuta. La storia “nostra” e “loro” diviene unica, gli uni nella storia degli altri. “

“La nostra soddisfazione nel buon esito di questi eventi – ci racconta la fondatrice del gruppo Franca De Poi – sta nel fatto che riusciamo, grazie al grande interessamento di tanta gente, a perseguire sempre l’obiettivo. La fiducia riposta in 30 anni di continua attività a favore delle fasce più deboli nei Paese più svantaggiati ma anche sul nostro territorio, ci ripaga abbondantemente della stanchezza che a volte ci colpisce.”

Il ricavato della cena è stato di 3500 euro al netto delle spese.