Con il libro “Clienti” la festa della donna è stata vista sotto un’altra luce a Massino Visconti. Il gruppo “Insieme si può..”, in occasione del Marzo in Rosa, ha voluto festeggiare la donna con un incontro pubblico di sensibilizzazione, come da tradizione. Domenica 9 marzo, dalle 17.30, il tendone della Casa della Gioventù di Massino Visconti ha ospitato quasi 200 persone riunite ad ascoltare Maria Adele Garavaglia, curatrice del libro “Clienti” (ed. San Paolo) e Andrea Lebra, fondatore e presidente dell’associazione “Liberazione e Speranza”.

Il libro “Clienti” narra due storie: la storia di Natalia e quella di Irina, due ragazze ucraine arrivate in Italia e costrette a prostituirsi. Il libro racconta le loro storie tenendo ben presente un punto di vista non sempre evidenziato, quello del carnefice. Natalie e Irina sono state segregate per più di un mese, tra settembre e ottobre 2012, da alcuni uomini in un casolare nel novarese e abusate ripetutamente a turno da altri uomini che pagavano fino a 300 euro le loro prestazione. Pagavano non le ragazze ma gli sfruttatori. Dei proventi dei loro abusi, Natalia e Irina non ricevevano nulla. Destino comune a molte ragazze che vivono come vere e proprie schiave, vendute dalle loro famiglie proprio come gli antichi schiavi romani, devono riscattarsi i soldi spesi dagli sfruttatori (viaggio, vitto, alloggio, persino il pezzo di strada su cui lavorano). Dopo essere state liberate dai carabinieri di Novara le due ragazze hanno deciso di tornare in Ucraina per un weekend, facendo ritorno in Italia per denunciare e testimoniare sull’accaduto. La serata si è alternata tra i commenti dell’autrice Maria Adele Garavaglia e le letture recitate dalle volontarie di “Insieme si può…”.

La parola è poi passata a Andrea Lebra, presidente di “Liberazione e Speranza” l’associazione novarese che dal 2000 combatte il fenomeno della tratta di esseri umani. Lebra ha reso noto la votazione da parte del Parlamento Europeo della risoluzione “Mary Honeyball” che prospetta una visione della prostituzione sul modello nordico: punire i clienti, criminalizzando l’acquisto di prestazioni sessuali. La filosofia rifiuta, dunque, il fatto che la prostituzione sia ineliminabile invece la valuta come incompatibile con un concetto di umanità. Andrea Lebra si è poi dilungato sulle iniziative novaresi a sostegno della donna: la Fondazione Comunità novarese ha istituito un fondo per la libertà e la dignità di ogni donna grazie a 30.000 euro donati da una fonte che vuole rimanere anonima, un fondo per sostenere percorsi socio-educativi per le vittime di violenza domestica. L’Associazione in collaborazione con la Provincia sta attivando un progetto dal titolo emblematico “365 volte No” per aiutare una quindicina di donne vittima di crimini a ricominciare a vivere dando sostegno nel lavoro e in famiglia aiutandole e ricreare la loro indipendenza.

Al termine della serata, come sempre, si  potuto gustare la tradizionale pasta e fagioli delle volontarie e un ricco buffet.

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