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Ancora pochi giorni per visitare la mostra organizzata dall’AGBD (Associazione Genitori Bambini Down) onlus di Arona per far conoscere il loro progetto Ristoro Primavera.

Rimarrà infatti allestita fino al 9 giugno nella sede legale dell’ASL in viale Roma 7 a Novara [Palazzina A, ingresso A2 – piano terra] l’esposizione che vuole divulgare l’idea partita ad Arona di un progetto partito nel 2014 che sta vedendo la propria realizzazione dopo notevoli sforzi.

Dal mese di dicembre 2014 AGBD sta infatti investendo le proprie risorse per ristrutturare un vecchio circolo a Meina per poter aprire un’attività commerciale di bar/ristorante al cui interno saranno impiegate alcune persone con disabilità intellettiva, con la formula del tirocinio formativo o di regolare contratto di assunzione in affiancamento a personale qualificato.

Da ottobre 2015 è stato attivato un corso di formazione professionale per 12 ragazzi con sindrome di Down in età lavorativa presso i locali dell’Associazione per consentire loro di acquisire le competenze necessarie all’inserimento lavorativo, sia dal punto di vista tecnico che comportamentale. I professionisti coinvolti accompagneranno i ragazzi attraverso un percorso di crescita e di consapevolezza rispetto alle tematiche dell’identità, dell’adultità possibile (assunzione di responsabilità, indipendenza, autonomia) e del ruolo sociale come lavoratore.

I risultati e gli effetti delle esperienze lavorative sviluppate da AGBD, dimostrano che gli inserimenti lavorativi di persone con sindrome di Down sono possibili, determinando il necessario completamento del loro progetto di vita e apportando un arricchimento al contesto lavorativo e sociale in cui avvengono.

Perché l’inserimento lavorativo abbia successo occorrono però strumenti operativi specifici, professionisti adeguatamente formati e un contesto adeguatamente preparato.

“Il Progetto Ristoro Primavera intende costruire un modello di imprenditoria sociale innovativa – ha spiegato Tineke Everaarts, presidente dell’associazione – in grado di autosostenersi nel futuro e di coniugare le richieste del mercato economico con i bisogni e le risorse di persone con disabilità intellettiva”.

I principi alla base delle azioni e delle scelte metodologiche dell’Associazione riguardano la promozione del concetto di inclusione sociale e lavorativa attraverso un approccio strategico e non assistenzialistico, individuando spazi concreti di crescita e posti di lavoro che permettano l’assunzione di un ruolo sociale riconoscibile e riconosciuto dalla comunità.

I destinatari a cui si rivolge il progetto sono 5 persone con disabilità intellettiva che hanno raggiunto la maggiore età e sono collocabili nel mondo del lavoro.

“Il progetto riguarda indirettamente anche le famiglie dei ragazzi coinvolti – prosegue la presidente – ma anche la comunità di Meina, le realtà associative che potranno utilizzare il Ristoro Primavera come luogo di incontri per riunioni e collaborazioni e, infine, i clienti del ristorante che potranno apprezzare il buon cibo, constatare di persona la professionalità e la competenza del personale coinvolto ed essere anche portavoci di un cambio culturale nell’ottica di una sempre maggiore inclusione sociale”.

Altri soggetti coinvolti nel progetto sono il Comune di Meina, il Gruppo Lions Club Arona Stresa e la Fondazione Comunità del Novarese.

“Ringraziamo l’ASL che ci ha permesso di mostrare la grande energia, che esprimono i nostri ragazzi. Attraverso tutti i nostri progetti vogliamo uscire dall’isolamento in cui spesso sindrome di Down costringe i soggetti e la famiglia. Dedicare uno spazio dove i ragazzi mettono in mostra i loro sogni, ma anche la loro tenacia nel realizzarli, significa accettare la diversità trasformandola in una risorsa per tutti.”

L’Associazione AGBD nasce nel 1989 per volontà di un gruppo di genitori con figli nati con la sindrome di Down con l’obiettivo di confrontarsi, scambiarsi informazioni ed esperienze per attuare un aiuto reciproco nella crescita dei propri figli. Associazione che, negli anni, è cresciuta ed è diventata un punto di riferimento per oltre 70 famiglie nel nord del novarese e zone limitrofe.

Ha sede in Arona in via Martiri della Libertà, dove specialisti, volontari e famiglie operano in sinergia con il servizi del territori e si occupa di realizzare percorsi volti al raggiungimento della maggiore autonomia e inclusione sociale, tracciando per ogni persona un progetto di vita condiviso tra famiglia ed équipe educativa.

Le attività sono molteplici: laboratorio di inglese, di educazione alla teatralità per giovani adulti e per bambini e ragazzi, laboratori di ballo, di sviluppo e potenziamento dell’autonomia personale, di nuoto, di autonomia avanzata, laboratorio sportivo, di educazione stradale e trasporto pubblico, di agenzia del tempo libero, di cucina facile, laboratorio fotografico e di abilità sociali.

Ad ottobre 2005 è stato avviato, con un contributo della Provincia di Novara, e successivamente della Fondazione Banca Popolare di Novara per il Territorio, il progetto “Dopo di Noi” che si è ampliato sempre più sino all’apertura di “Casa Primavera” un appartamento che il Comune di Arona ha messo a disposizione in comodato d’uso

AGBD ha attivato esperienze in cui i ragazzi hanno potuto sperimentarsi in contesti lavorativi reali con Ristoranti, Supermercati con l’Istituto Alberghiero De Filippi di Arona e ha, inoltre, organizzato esperienze di vacanze-lavoro

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Sono nata a Verbania nel 1975, ed ho avuto la fortuna di crescere tra Baveno e Stresa, due luoghi che amo moltissimo. Ho scritto per "Il giornale di Verbania" ed ora collaboro con Il Vergante, come corrispondente da Stresa, la cittadina in cui sono tornata a vivere dopo sette anni a Torino. Gestisco una pagina Facebook dedicata alla perla del lago: "vivi-amo Stresa", nella quale raccolgo foto e recensioni del nostro territorio e gli eventi organizzati. Vita privata? Impegnativa. Quattro figli, che spesso mi seguono nella "caccia agli articoli" e alle riunioni di redazione, ma è importane che sappiano delle mie passioni ed imparino a conoscere il luogo in cui stanno crescendo, per poterlo amare e, magari, un giorno, migliorare.

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