Era l’inizio del mese di luglio quando su uno dei quotidiani d’informazione è apparsa una notizia che mi ha fatto ribollire il sangue. Il titolo era qualcosa del tipo “Insultato in strada e picchiato a sangue perchè è un gay”. L’articolo narrava quindi la disavventura di un certo Gianluca, un comunissimo ragazzo di 35 anni, che durante il tragitto in bicicletta per andare al lavoro, in pieno giorno e nel centro di Milano, era stato aggredito da uno sconosciuto che lo aveva colpito con un pugno in faccia. Il perché? Semplice: Gianluca era gay!

Storie come questa purtroppo non sono rare, anzi! L’omofobia è ormai diventata, purtroppo, un fenomeno che ha messo buone radici anche nel nostro Paese, ed è quindi una delle grandi piaghe sociali italiane, e mondiali, che dovrebbe essere arginata. Pensiamo solo che l’Italia è il paese dell’Unione Europea con il maggior tasso di omofobia sociale, politica ed istituzionale e secondo i dati del Dipartimenti di Salute Pubblica i suicidi di persone omosessuali legati all’omofobia costituiscono il 30% dei suicidi adolescenziali.

Il 22 luglio di quest’anno la Commissione della Camera ha iniziato a muoversi su questo fronte, approvando la proposta di legge sull’omofobia. Con l’entrata in vigore di tale legge si prevede una pena che va fino ad 1 anno e sei mesi di reclusione per qualsiasi tipo di atto discriminatorio commesso nei confronto di omosessuali e o di transessuali. Ovviamente per il momento la proposta di legge presenta ancora alcune lacune ma sono speranzosa (o illusa?) che venga sistemata alla perfezione.

Ma cerchiamo di capire che cos’è l’omofobia e da cosa nasce?

Nonostante il nome ingannatore (“paura dello stesso”) non è una vera e propria fobia, o comunque non viene per il momento classificata come tale, ma è sicuramente una forma di discriminazione verso gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Può essere solo un pensiero, un semplice sentimento e nei peggiori dei casi dei veri e propri comportamenti violenti.

L’origine di questa paura possiamo trovarla  innanzitutto nella convinzione dei singoli individui che ritengono l’omosessualità “anti-etica”, immorale, pericolosa per la società e contro natura, ma il problema può nascere anche dalla paura dell’omosessualità stessa, dal timore di venire etichettati come “femminucce” o “frocetti” solo per il semplice fatto di parlare con una persona del tuo stesso sesso con un orientamento sessuale diverso. E scatta così l’ignoranza, già, perchè quando la virilità viene messa in dubbio non c’è azione più mascolina che scagliare un pugno in faccia ad una persona, ritornando così alla fase “uomini della caverne”.

Tutto ciò credo che avvenga perchè viviamo in un paese con una mentalità molto chiusa. Basta pensare che preferiamo vedere, e far vedere ai nostri figli, delle prostitute sul ciglio della strada, piuttosto che legalizzare le case chiuse, ma questo è un altro discorso ancora.

Abbiamo una visione così limitata delle cose in generale che quando si parla di omosessuali non si considera mai la coppia in sé, e quindi il sentimento, l’amore che può esserci tra due individui dello stesso sesso. Il nostro pensiero cade solo ed esclusivamente sull’atto sessuale e lo ritengo una cosa triste. Come ritengo tristi le persone che ritengono “malati” i gay: non è una malattia, non decidi da un giorno all’altro di esserlo, e non è neppure semplice nella maggior parte dei casi dichiararlo.

Anche a me può non piacere come ti vesti o il ragazzo che frequenti e non per questo ti schifo come se avessi la lebbra e tantomeno ti aspetto fuori dalla discoteca per menarti.

Dovremmo iniziare a lasciarci alle spalle i pregiudizi che ci offuscano la mente e ci ristringono la visuale della vita: incominciamo a considerarci prima di tutto come persone, indipendentemente dal colore della nostra pelle, dall’orientamento politico, religioso e soprattutto sessuale.

Possiamo essere fantastiche persone indipendentemente da chi amiamo e da chi ci portiamo a letto: vale la pena non darci la possibilità di conoscerci solo perchè ci vediamo diversi? Credo assolutamente no.

Vi lascio con alcuni simpatici video contro l’omofobia realizzati dal Movimento Omosessuale Sardo di Sassari.

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