Ci giunge una segnalazione da parte di una mamma che ha il figlio che frequenta la scuola dell’infanzia di Pisano. Volentieri le diamo spazio lasciando aperta la possibilità agli interessati di replicare con un commento o contattandoci alla mail redazione@ilvergante.it.

“Purtroppo quest’anno ho notato diversi problemi riguardanti l’approccio della giunta comunale al plesso scolastico. Ad inizio anno c’è stato un aumento abbastanza importante dei buoni mensa per i bambini, da 50 € per 10 buoni siamo passati a 52,50€ per i bambini residenti a Pisano e a 57,20€ per i bambini esterni al comune. Nessuna spiegazione degna di tale nome dall’Amministrazione, solo un “le casse del comune sono in perdita, bisogna tirare su più denaro possibile”. Alla “protesta” delle mamme con la richiesta di una spiegazione plausibile (la cooperativa ha mantenuto lo stesso prezzo dell’anno scorso pro pasto) il Sindaco Gianluigi Cristina, molto pacatamente ha risposto che la decisione era presa e se si continuava ad insistere poteva si abbassare il costo dei buoni, ma stipulando un contratto con una ditta di Domodossola che avrebbe consegnato i cibi precotti, a differenza della cooperativa attuale che invece dispone di una cuoca che cucina in mensa (presente nel plesso di Pisano) ogni giorno cibo fresco. Cosa si doveva fare? Per il bene dei nostri figli, io e le altre mamme, ci siamo ritirate con la coda tra le gambe. Ma il calvario della mensa non è finito lì. Il contratto con la cooperativa attuale scadeva a fine 2013 e fino all’ultimo nessuno sapeva cosa la giunta aveva in programma di fare. Il risultato è stato un rinnovo di contratto con tale cooperativa fino a fine anno scolastico, giugno 2014. La richiesta delle mamme era invece di fare almeno un contratto triennale, in modo da bloccare il prezzo dei buoni, avere delle sicurezze e magari anche un prezzo inferiore per ogni pasto.

Purtroppo con l’anno nuovo è insorto un altro grave problema nel plesso scolastico che ospita la scuola dell’infanzia e le elementari. Il primo giorno di rientro dopo le feste natalizie i termosifoni non funzionavano. Ci è stato comunicato che chi di dovere, quella mattina si era dimenticato di azionare la caldaia per tempo (prima dell’apertura della scuola) e che nel giro di poco tempo si sarebbe scaldato tutto. Abbiamo preso per vera questa versione, non fosse che dopo 3 giorni ancora i termosifoni erano freddi. Problemi con la caldaia è stato detto e i bambini hanno passato un altro giorno al freddo perché purtroppo, o per fortuna, non tutte le mamme sono casalinghe e possono permettersi di tenere a casa il proprio figlio.  Ieri (24 gennaio) il riscaldamento non era ancora funzionante. Parlando tra mamme si è “scoperto” che la caldaia è stata cambiata durante le vacanze natalizie ed è stato messo un termostato solo sia per le elementari (gli alunni in classe sono in maniche corte e finestre spalancate dal caldo che c’è) sia per l’asilo (già 3 giorni senza riscaldamento su 12 di rientro). Una mamma “guerriera” ha aspettato il tecnico chiamato dalla giunta che ha detto che si tratta di “un problema di aria che entra nella caldaia”, il significato di ciò ci rimane oscuro, ma ci chiediamo se non sia un problema irrisolvibile dato che la caldaia ha poco più di un mese di vita e non si può certo dire che funzioni bene!

Ora non possiamo far altro che aspettare l’evolversi della cosa. Il comune, a parte chiamare il tecnico ogni volta che ci sono problemi, non sembra intenzionato a muoversi diversamente. Noi mamme casalinghe, a parte riportarci a casa i figli se al mattino il riscaldamento non funziona, non possiamo fare altro dato che le proteste non sembrano sortire alcun effetto.
Certo dispiace vedere una così bella e rinomata scuola lasciata a se stessa, senza aiuti se non minimi, un’istituzione che funziona alla grande con un programma scolastico invidiato negli altri paesi del Vergante dimenticata dalla giunta. Perchè alla fine questi due episodi sono solo la punta di un iceberg molto più grande ma per ora ancora coperto.”

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