Massimiliano e lo SVE in Repubblica Ceca

Sve in repubblica ceca

Oggi vogliamo raccontarvi di Massimiliano, giovane massinese, che sta partecipando ad uno SVE con l’Associazione Il Vergante. Sarà impegnato fino a fine ottobre nell’educazione dei bambini in Repubblica Ceca. Questo è il primo resoconto che ci ha dato Massimiliano, continueremo a parlarvi della sua esperienza.

 

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La prima settimana è praticamente volata. Il giorno dell’arrivo è stato piuttosto intenso ma già dal primo piede messo su suolo Ceco si è respirata un’aria diversa. Come di “casa nuova”. La città di Hradec Kralove dimostra tutta la sua vitalità durante il giorno, con gli studenti che corrono a prendere l’autobus e i giovani in generale che si godono quello che qui è l’arrivo della primavera.

Sebbene il tempo sia stato anche inclemente, tutto sommato il sole si è fatto vivo ed ha mostrato i colori vividi di questo ambiente: il Centro Europa ha tonalità forti, dense, che si impongono all’osservatore.

Le persone: all’inizio appaiono un po’ chiuse, diffidenti rispetto a chi non parla la loro lingua (forse il problema è la difficoltà che molti hanno nel parlare inglese) ma, se non ci si arrende al primo scoglio, si può scoprire come il popolo Ceco sia molto solare.

Il carattere e le abitudini sono diverse, è vero, tuttavia non è un ostacolo ma un incentivo: si può sempre imparare, ognuno ha le sue tradizioni ed è solo con il confronto tra i popoli che si ha un generale progresso.

Questa città dimostra di essere un polo culturale molto attivo: fin dalle scuole della tenera età (asili ed elementari) si può vedere come i metodi di insegnamento siano molto vari. Il maggior stupore lo si ritrova invece quando si scopre che ci sono numerose università, che spaziano dalla facoltà di medicina a quella di psicologia, con approcci sia alle materie scientifiche che tipicamente umanistiche.

I ragazzi e le ragazze Cechi sono molto brillanti, imparano tutto in fretta e non sono così diffidenti come alcune volte si tende a descriverli.

Il primo impatto con questa cultura e questo Paese mi porta ad un giudizio molto positivo.

Le attività che svolge Massimiliano nel suo SVE

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Per le attività fino ad ora svolte, ho riscontrato una generale volontà “inclusiva” delle varie organizzazioni ed associazioni interessate. Qui ogni attività ruota attorno ad associazioni molto diverse tra loro, che grazie a KURO (cultura e sviluppo, in italiano…il Ceco è ancora un po’ ostico!) vengono coinvolte nel ricorso al volontariato ed a loro volta domandano che vi sia un volontario disponibile a recarsi presso le loro strutture per svolgere compiti molto vari.

Ad esempio, nell’asilo dell’Associazione YMCA vi è una particolare apertura degli insegnanti a porre in contatto i bambini di tenera età con vari metodi educativi e con volontari che non parlano la lingua Ceca.

Serena insegna inglese ai piccoli attraverso giochi e canzoni ed i bambini sono entusiasti ogni volta che la vedono; Lucille (volontaria Belga) invece insegna loro il contatto con gli animali: un approccio che tenda al rispetto di ogni creatura.

I bambini non sono affatto forzati, è data loro possibilità di decidere cosa fare e quando farlo (ad esempio, se vogliono possono accarezzare il coniglio o il porcospino; se non se la sentono, possono fermarsi e guardare solamente).

Si tratta di un metodo piuttosto innovativo che mi ha sorpreso, soprattutto per gli incredibili effetti favorevoli che suscita nei bambini stessi.

Io stesso ho provato ad avvicinare i bambini all’animale (un coniglietto piuttosto paffuto) ed ho notato come alcuni di loro si affezionino molto al coniglietto.

Per quanto invece riguarda la scuola elementare (Hucak) non nascondo che il primo impatto mi ha lasciato perplesso: i bambini non hanno dato molto conto alla nostra presenza (per ora sono sempre andato con Serena) per i primi minuti; così, ho deciso di inventarmi un metodo di approccio…ho “preso” contatto con una singola bambina ed ho iniziato a scrivere frasi semplici in inglese, tradotte in Ceco e le sottoponevo alla sua attenzione. Pian piano la bambina ha iniziato ad aprirsi, dimostrando che la diffidenza iniziale era più per la difficoltà linguistica che non per un motivo caratteriale. Visto che ha funzionato la prima volta, la seconda volta che sono andato alla scuola ho ripetuto il metodo con un’altra bambina ed ho visto che funziona: i bambini si aprono e ti rendono partecipe…forse, pian piano, col passa parola tra loro, riuscirò ad inserirmi in tutto il gruppo.

In questa scuola elementare i bambini svolgono attività pomeridiane di vario tipo, addirittura possono usare trapani e fare buchi nel legno!

Inoltre, giocano dalle 13.30 fino alle 14.15, dopodiché si siedono tutti in cerchio insieme ai maestri e discutono riguardo a ciò che vogliono o devono fare nel pomeriggio (la prima volta hanno deciso di andare al parco giochi vicino a scuola, la seconda invece si sono organizzati per pulire i locali dove studiano…altro che i bidelli in Italia!).

Insomma, fin dalla tenera età i bambini vengono indirizzati con metodi che da una parte li lasciano liberi di decidere cosa fare e dall’altra pongono delle regole, delle piccole responsabilità o dei compiti da svolgere per insegnare anche un senso di dovere e di disciplina embrionale.

Per quanto riguarda la scuola superiore, ho partecipato insieme a Lucille e Serena alla loro presentazione dell’associazione KURO ad un gruppo di studenti dell’età corrispondente a quella degli italiani che vanno al liceo.

Hanno dimostrato attenzione e quando Lucille ha fatto un piccolo quiz sul Belgio molti rispondevano e facevano interventi, evidenziando interesse e cultura generale.

In conclusione, le attività a cui ho partecipato fino ad ora mi hanno fatto riflettere e si rivelano particolarmente interessanti, soprattutto quando (come al momento è ancora) faccio ingenuamente comparazioni tra questo Paese ed il mio di origine.

Il rapporto tra volontari nello SVE in Repubblica Ceca

All’inizio, sarò sincero, ero un po’ perplesso…purtroppo sono giunto in un momento in cui tutti i “capi” dell’associazione erano impegnati (Martina e Olga sono in Russia, Lukas sta concludendo la propria testi di dottorato). Tuttavia Martina è facilmente reperibile via internet ed è di grande aiuto quando pongo domande, anche banali, che mi vengono in mente.

L’approccio con la città è stato aiutato grazie agli altri volontari, che mi hanno dato consigli e spiegazioni su molte questioni. Il nostro team è buono e compatto: considerato che l’età varia dai 18 (Robin) ai 30 (io), direi che non potevo aspettare di meglio!

Per dare un’idea, una sera il mio “mentore” (Tomas, a cui peraltro non piace esser chiamato mentore) mi ha invitato a trovarci per bere una birra e poi andare ad un concerto per fare conoscenza; ho coinvolto Robin, Lucille e Serena e ci siamo presentati in gruppo.

Dopo una tappa ad un locale dove ci siamo conosciuti tutti meglio, siamo andati in un locale dove ha suonato un gruppo Jazz composto da giovani d’età compresa tra i 18 ed i 30 anni, esperienza mai vista in Italia: la band ha suonato decisamente bene, facendo cover in chiave jazz anche di canzoni come “Nothing else matters” dei Metallica.

Insomma, serata molto interessante.

Inoltre, la sera successiva Serena ci ha coinvolti in un quiz game con i ragazzi dell’Erasmus: anche in questa occasione, ci siamo divertiti moltissimo.

Ho visitato un po’ il centro città, dove ho potuto apprezzare la Galleria d’arte moderna, con quadri sia piuttosto astratti che più vicini all’arte classica.

Questo posto offre immense opportunità, sia di svago che di crescita culturale ed ho intenzione di conoscerne ogni centimetro, perché merita di essere scoperto fino in fondo.

Giudizio complessivo: prima settimana TOP!

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