Due concerti tra Stresa e Baveno per l’edizione 2018 della rassegna Un paese a Sei Corde. Cosa c’entra il premio giornalistico Pulitzer? Leggi per scoprirlo…

Mercoledì 8 agosto ” Un Paese a Sei corde ” – celebre festival di musica acustica del lago Maggiore – sbarca a Baveno in Piazza della Chiesa SS.Gervaso e Protaso. Qui alle 21 il concerto gratuito di Magasin du cafè formazione con Luca Allievi, Davide Borra, Alberto Santoru, Mattia Floris.

I Magasin Du Café evocano atmosfere d’altri tempi: la magia dei bistrot, delle milonghe e dei club newyorkesi, in bilico tra modernità e tradizione. I quattro musicisti portano sul palco la loro enorme esperienza con musiche intense e ironia, tra swing, manouche, folk, tango, rock, classica e musica contemporanea. La peculiarità di questo progetto è la miscela di eleganza ed energia: “Sono grazia e sfrontatezza, gusto e veemenza… i Magasin du Café sono il controllo di un tornado”.
I Magasin du Café sono riusciti a dare unità ai diversi stili che hanno sperimentato, con un linguaggio proprio e un sound inconfondibile. I musicisti che hanno influenzato maggiormente la loro musica sono Richard Galliano, Gorny Kramer, Astor Piazzolla, Django Reinhardt ma non mancano citazioni di Edith Piaf, Charlie Chaplin, Carlos Gardel, Yann Tiersen, Bach…
La formazione:
Davide Borra (fisarmonica) diplomato presso il conservatorio G. Verdi di Milano, ha studiato pianoforte e a soli 13 anni ha vinto il suo 1° concorso di fisarmonica, in Francia. 
E’ fondatore e Presidente dell’Associazione Culturale Kachupa, centro di ricerca e innovazione delle tradizioni popolari europee che ha come punto di forza la Kachupa Folk Band. Con i Kachupa ha suonato in diverse trasmissioni televisive (Rai 1 ospiti di Carlo Conti in prima serata, Rai 2 ospiti di Simona Ventura in “Quelli che il calcio”, Rai 2 ospiti di “Linea Blu”, Rai 3 ospiti di “Ambiente Italia”) fino a suonare al concertone del Primo Maggio a Roma. Nel 2013 vince con i Kachupa l’accademia del Festival di Sanremo giovani.
 Nel 2012 insieme al chitarrista Luca Allievi forma i “Magasin du Cafè”.
Luca Allevi (chitarra) ha iniziato molto presto lo studio della chitarra grazie ai primi insegnamenti del padre. A 14 anni ha iniziato gli studi classici affiancati da esperienze pop/rock con band locali, dove ha potuto sperimentare le tecniche
della chitarra classica sullo strumento elettrico.
 Dopo il diploma in chitarra conseguito presso il conservatorio ” N.Paganini” di Genova è seguito un lungo periodo di perfezionamento all’estero, con numerosi concorsi e masterclass sempre nell’ambito della musica classica. Dopo circa 10 anni ha iniziato un nuovo cammino legato alla chitarra acustica, strumento che oggi predilige più di ogni altro, con il quale ha inciso 2 album di composizioni originali, e un ultimo dedicato alle arie d’opera più celebri al mondo dal
titolo “Guitar Opera”.
Mattia Floris (chitarra) ha iniziato giovanissimo ad insegnare in svariate scuole private del territorio. Si è avvicinato a stili completamente diversi tra loro (punk, metal, prog rock, funky, pop), militando in varie formazioni fin dai 16 anni. Si è affacciato al professionismo musicale grazie al progetto Kachupa, di cui è uno dei fondatori, con il quale ha girato l’Europa e calcato le scene di importanti palchi. Ha avuto la fortuna di interagire sul palco
con artisti del calibro di Goran Bregovic, Tonino Carotone, Roy Paci, Davide van des Froos, Eugenio Bennato, Eugenio Finardi, Vinicio Capossela, per citarne alcuni.
Grazie a queste collaborazioni il suo stile è diventato sempre più poliedrico e poco convenzionale, grazie all’utilizzo di strumenti tradizionali ed etnici come la tamboura bulgara, il saz turco e la chitarra a 12 corde.

Alberto Santoru (contrabbasso) proveniente da famiglia di artisti ha iniziato gli studi di basso elettrico a 12 anni. Ha studiato presso il Centro Jazz di Torino. Ha terminato in soli due anni lo studio triennale presso il C.P.M., conseguendo il diploma di basso elettrico, ha partecipato a due Master Class di Jazz. Sin dall’inizio ha compiuto esperienze in vari gruppi, poi in varie formazioni locali e musical che lo hanno portato a contatto con musicisti e artisti del panorama piemontese, spaziando in vari generi e varie situazioni (rock, pop, funky, disco, latin, jazz, folk) e dal 1998 saltuariamente anche in orchestre da
ballo. Nel 2002 forma il gruppo “Khorakhanè”, tributo a Fabrizio De Andrè, attivo in tutto il nord Italia.

Concerto gratuito di Pino Forastiere a Stresa

Sabato 11 agosto nei Giardini della Palazzina Liberty di Stresa alle ore 21 si potrà assistere al concerto gratuito di Pino Forastiere.

15 anni di carriera, 9 dischi all’attivo come leader (dei quali 5 da solista) e svariate compilation, centinaia di concerti in Stati Uniti, Europa e Canada, decine di interviste e altrettanti speciali radio e tv: questi i numeri di Pino Forastiere. Compositore chitarrista lucano (ma romano di adozione) continua il suo percorso musicale sulla strada dell’innovazione tecnica e compositiva con lo strumento più popolare del mondo, che nelle sue mani diventa una piccola orchestra.

Curioso, inquieto, sperimentatore, amante di tutta la grande musica (dalla barocca al rock), generoso sul palco e introverso in salotto, avido consumatore di arte. È stato il primo chitarrista italiano ad essere prodotto dall’etichetta statunitense Candyrat Records (e il primo ad uscirne), oggi Pino Forastiere si autoproduce, e accanto all’inseparabile Martin D28 del 1957 pone una “LAB guitar” a 16 corde, prototipo costruito sulla sua prima chitarra acustica dal paziente liutaio Davide Serracini.

Dopo essersi diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia con una chitarra a dieci corde, quando era ancora un giovane concertista classico Pino comperò per pochissimi soldi una vecchia chitarra acustica Eko Chetro con il manico spezzato. La chitarra classica non c’è più da moltissimi anni, ma la Eko è ancora lì, reinventata e piena di corde.

Si ma il Pulitzer…?

Eh ci arrivo. Pino Forastiere, insieme a Sergio Altamura e Stefano Barone, ha realizzato le musiche di un documentario che fa parte di un progetto di USA Today vincitore, lo scorso aprile, del premio Pulitzer.
Il progetto globale si intitola ” The Wall” e racconta le storie e la complessa situazione delle persone che abitano sulla frontiera tra Messico e USA, e le politiche di Trump per la costruzione del famoso muro tra
questi due stati.
La musica del trailer è proprio di Pino, dal suo ultimo album “Village Life”

La rassegna Un Paese a Sei Corde

La rassegna viene realizzata con il contributo della Compagnia di San Paolo che sostiene il progetto Un Paese a Sei Corde Master realizzato in parternariato con l’Associazione Culturale Il MosaiKo nell’ambito dell’edizione 2018 del bando “Performing Arts” e con i contributi della Fondazione CRT nell’ambito dell’edizione 2018 del bando Not&Sipari e della Fondazione Banca Popolare di Novara.
Per ulteriori informazioni: www.unpaeseaseicorde.it