I giovani ce la possono fare, e non sono soli. Questo il messaggio che è emerso nel convegno di venerdì 13 settembre dal titolo “Imprese culturali e creative: modello di sviluppo locale novarese?” svoltosi al Marconi Beach ad Arona, all’interno della manifestazione “Teatro sull’acqua”.

Un appuntamento per tastare il polso alla cultura in Italia e per parlare di un progetto, Energia Giovane, che ha dato buoni risultati nell’aiuto delle start-up innovative di giovani under 35. A moderare l’incontro l’assessore alle Politiche Giovanili della provincia di Novara, Alessandro Canelli, che ha fornito alcuni dati interessanti: “Sono stati investiti 1.300.000 euro sul territorio di Novara in progetti dedicati ai giovani, tra tirocini, percorsi lavorativi all’estero, progetti Smart e contributi a festival. Tutte queste attività hanno avuto lo scopo di fornire ai ragazzi competenze lavorative e di sviluppare le capacità di cooperazione”.

Giovanni Campagnoli ha invece esposto i risultati del progetto Energia Giovane: “Grazie a questo aiuto sono nate e nasceranno 12 nuove realtà e 15 persone hanno trovato un impiego. Ai giovani si è offerta accoglienza e la possibilità di fare impresa all’interno di un incubatore”.

Anna Merlo, docente di Economia solidale e di Management, ha poi tracciato un quadro del comparto culturale in Italia, evidenziandone criticità e linee di sviluppo. “Il settore cultura si sta ampliando e vede sempre più i giovani come protagonisti – ha affermato la professoressa -. La cultura potrebbe essere un settore di punta nella nostra economia: nel 2012 i Beni culturali hanno ricevuto 1,5 miliardi di euro di contributi, ma il settore ha prodotto ben 76 miliardi. Anche l’Europa si sta accorgendo dell’importanza di questo ambito, tanto da finanziarlo con appositi fondi tra il 2014 e il 2020”. Ma Anna Merlo ha anche dato degli ammonimenti: “Troppo spesso dormiamo sugli allori del prestigio ‘made in Italy’. Inoltre non si può pretendere di basarsi esclusivamente sulla cultura, tralasciando altri settori quali la manifattura e l’industria. In terzo luogo, non tutta la creatività funziona, ma bisogna saperla gestire”. Idee molto precise per quello che potrebbe essere il futuro di questo campo.

Al convegno è intervenuto anche il governatore Roberto Cota, che ha invece parlato di un Piemonte che cambia identità, passando dall’essere una regione industriale al diventare un territorio turistico. “Ma la cultura è come un motore: serve il carburante, che in questo caso sono le risorse dei privati”. In seguito è intervenuta Mariella Enoc, vicepresidente della fondazione Cariplo: “Fare cultura significa fare sistema, perché la cultura non è un settore, ma porta valore che deve saper essere sfruttato”.

Ha chiuso la prima parte del convegno la scrittrice Dacia Maraini, fondatrice del Festival delle due Rocche, che ha portato la testimonianza della sua esperienza nell’ambito culturale. “La cultura è creatività, è un modo di pensare – ha affermato la Maraini – e bisognerebbe rivalutarla facendo pagare meno tasse alle imprese private che finanziano questo settore”. La scrittrice ha anche lanciato un appello alle istituzioni perché arginino la “fuga di cervelli italiani”, sempre più significativa. Da ultimo ha spiegato il senso di “teatro sull’acqua”: “Da sempre l’acqua divide, invece io vorrei che unisse. È un bene da sfruttare per creare valore e per il trasporto”.

Nella seconda parte dell’incontro si è poi svolta la tavola rotonda che ha visto alternarsi le voci di alcuni dei giovani che hanno partecipato ad Energia Giovane. A concludere, un apericena offerto dal Marconi Beach, una delle tante realtà nate come star up giovanile e poi cresciuta.

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L'intervento del governatore Cota e, alla sua destra, Canelli e la Maraini
L’intervento del governatore Cota e, alla sua destra, Alessandro Canelli e Dacia Maraini

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