Riceviamo dal Sindaco di Colazza, Ileana Sbalzarini, l’articolo sulla fine del restauro delle edicole votive. Lo pubblichiamo integralmente:

Concluso il progetto di intervento sulle edicole votive situate sul territorio del Comune di Colazza la cui datazione risale, nella maggior parte dei casi, al 1800 ma ve ne sono anche del 1700. In particolare gli interventi hanno interessato l’edicola di via Umberto I, quella di via Maestra Zanetta e quella denominata Madonna della Guardia.

L’edicola di via Umberto presentava perdite di colore e materiale nella parte centrale dell’affresco, efflorescenze saline e, nella parte inferiore, muschi e licheni. L’edicola di via Maestra Zanetta necessitava di intervento sulla copertura in piode le cui infiltrazioni d’acqua avrebbero compromesso la buona conservazione sia della struttura architettonica che dei dipinti. Gli intonaci ammalorati sono stati rimossi e riproposti con malta di calce simile all’originale. L’edicola Madonna della Guardia ha richiesto anch’essa un intervento sulla copertura ed un ritocco pittorico.

Questi interventi sono stati eseguiti dalla Cooperativa OPUS-Territorio Restauro Ambiente soc. coop. A.r.l. di Bellinzago. L’importo complessivo dei lavori pari a € 11.000,00 si è avvalso di un contributo della Fondazione Comunità Novarese e di contributi di cittadini.

Il progetto che l’Amministrazione porta avanti rappresenta la volontà di salvare un patrimonio della Comunità forse non noto per un suo valore architettonico ma rappresentativo del significato di fede che nel mondo rurale della montagna era profondamente radicata. A Colazza lo testimoniano le numerose edicole votive che incontriamo lungo le vie del centro storico. Spesso venivano costruite in seguito a voti fatti per ottenere grazie particolari quali il ritorno di una persona cara dalla guerra o la guarigione da una malattia grave o la nascita di un figlio. Altre volte si voleva chiedere la protezione della Madonna o dei Santi affinché tenessero lontane le calamità naturali o le epidemie.
Sono un invito ai viandanti a fare una sosta e, nei tempi passati, ci si liberava del peso che si stava portando e, mentre si riprendeva fiato, si poteva rivolgere una preghiera alla Madonna o ai Santi rappresentati negli affreschi.

Sicuramente si affrontavano sacrifici finanziari per poterli erigere perché la vita era dura ed i soldi erano scarsi. Esse sono dunque espressione di “un’arte minore” ma non per questo meno interessante. Un vero peccato sottovalutare un simile patrimonio che, oggi, può costituire inoltre un importante aspetto. turistico.

Edicola votiva Via Maestra Zanetta – prima del restauro

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