Si prospettava una stagione perfetta: neve abbondante e sole splendente, proprio come il giorno in cui sono stati apposti i sigilli agli impianti, poi tolti dando una nuova speranza a chi al Mottarone ci lavora, purtroppo però si è nuovamente a rischio chiusura già da questo fine settimana.

I Borromeo, proprietari del terreno su cui parte degli impianti sono stati costruiti, hanno infatti vinto la causa: con una sentenza del Tribunale di Verbania, il giudice Mauro D’Urso  ha stabilito che gli atti del Comune di Stresa che costituivano la servitù e la presa di possesso delle aree sono avvenuti in assenza assoluta di potere. Il Comune e la società di gestione degli impianti sono stati inoltre condannati a pagare alla proprietà 3.500 euro di spese e 10 mila euro di danni.

La sentenza è immediatamente esecutiva e, una volta notificata, il Comune avrà 10 giorni per rimettere i Borromeo nel possesso dei terreni. Il giudice ha inoltre riaffermato la competenza del tribunale civile, rigettando la tesi del Comune che si dovesse far riferimento al Tar.

L’esecuzione della sentenza significherà la chiusura degli impianti del Mottarone.

Il Sindaco di Stresa, Canio Di Milia ha detto che valuteranno se appellare il provvedimento ed ha garantito che il “Comune sarà sempre dalla parte di chi lavora al Mottarone“. Stefano Sappa, amministratore della ditta S4 che gestisce gli skilift ha commentato con profonda amarezza “Quando dovremo chiudere, lo faremo per sempre“.

Una storia sciistica lunga 100 anni, ancora prima che in vetta si salisse con il rimpianto trenino, è questo dunque il destino del Mottarone? Perdere il suo lato sportivo invernale? Speriamo di no, ma non c’è luce all’orizzonte in questo momento, sembra che Stresa stia per perdere un altro pezzo si sè.

Stresa_Mottarone vista

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Elena Spantaconi
Sono nata a Verbania nel 1975, ed ho avuto la fortuna di crescere tra Baveno e Stresa, due luoghi che amo moltissimo. Ho scritto per "Il giornale di Verbania" ed ora collaboro con Il Vergante, come corrispondente da Stresa, la cittadina in cui sono tornata a vivere dopo sette anni a Torino. Gestisco una pagina Facebook dedicata alla perla del lago: "vivi-amo Stresa", nella quale raccolgo foto e recensioni del nostro territorio e gli eventi organizzati. Vita privata? Impegnativa. Quattro figli, che spesso mi seguono nella "caccia agli articoli" e alle riunioni di redazione, ma è importane che sappiano delle mie passioni ed imparino a conoscere il luogo in cui stanno crescendo, per poterlo amare e, magari, un giorno, migliorare.