Si è chiusa con una condanna di primo grado a cinque mesi e 10 giorni e 400 euro per truffa aggravata e due assoluzioni per altre due accuse, (una di truffa e l’altra per malversazione) la vicenda giudiziaria che ha visto coinvolto il parroco di Carciano di Stresa, don Stefano Cavalletti.

La sentenza emessa dal gup Beatrice Alesci del tribunale di Verbania è arrivata lunedì 30, a termine di un processo con rito abbreviato ed a seguito delle indagini svolte dalla sezione giudiziaria dell’arma dei Carabinieri.

Don Cavalletti è stato condannato in quanto ritenuto responsabile di truffa aggravata nei confronti di un’anziana signora (ora deceduta) alla quale avrebbe richiesto denaro per realizzare il tendone per l’oratorio. Alla signora però il parroco aveva dato le coordinate bancarie personali e non quelle della parrocchia. Il tendone era poi stato effettivamente costruito, ma utilizzando i soldi di un’altra eredità ricevuta dell’ammontare di 37.800 euro.

Due assoluzioni invece per le accuse di malversazione (per una cifra di 600 euro ricevuti dal Comune) e di truffa aggravata nei confronti di un’altra donna che gli aveva lasciato in eredità un appartamento, da lui rivenduto a 100 mila euro. Gli eredi della donna ricorreranno in appello.

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Elena Spantaconi
Sono nata a Verbania nel 1975, ed ho avuto la fortuna di crescere tra Baveno e Stresa, due luoghi che amo moltissimo. Ho scritto per "Il giornale di Verbania" ed ora collaboro con Il Vergante, come corrispondente da Stresa, la cittadina in cui sono tornata a vivere dopo sette anni a Torino. Gestisco una pagina Facebook dedicata alla perla del lago: "vivi-amo Stresa", nella quale raccolgo foto e recensioni del nostro territorio e gli eventi organizzati. Vita privata? Impegnativa. Quattro figli, che spesso mi seguono nella "caccia agli articoli" e alle riunioni di redazione, ma è importane che sappiano delle mie passioni ed imparino a conoscere il luogo in cui stanno crescendo, per poterlo amare e, magari, un giorno, migliorare.