Rieccoci qua con il nostro appuntamento bisettimanale. Dato che questa rubrica nasce dalla volontà di soffermarsi sulle tante realtà non solo locali ma anche mondiali, questo venerdì ho deciso di trasportare la vostra attenzione all’estero, e indovinate dove? In Egitto!
Sicuramente avrete sentito parlare del colpo di Stato avvenuto mercoledì, ma quali sono le cause e soprattutto quali saranno le conseguenze?

Iniziamo dal principio, chi è Mohamed Morsi?

Mohamed Morsi è un politico egiziano molto noto nel Paese, dal 2000 al 2005 fa parte del parlamento egiziano rappresentando il partito d’opposizione dei Fratelli Musulmani. Durante questo periodo, in linea con i suoi ideali, attivò una vera e propria campagna contro l’occidentalizzazione, a favore di una condotta più severa e più vicina alla sua interpretazione del Corano. Tra le sue azioni quella più eclatante fu la denuncia del governo in quanto ritenuto colpevole di aver permesso la circolazioni di riviste con nudi in copertina e di programmi in tv troppo scabrosi, tra questi Miss Egitto. Nel 2012, alla caduta del Primo Ministro Mubarak (grazie al quale nel 1984 i Fratelli Musulmani poterono entrare in parlamento) Morsi si candidò alle elezioni e vinse con il 51% dei voti.

Perciò la causa ell’ostilità degli egiziani nei suoi confronti da cosa nasce?

Il suo governo, composto da ministri non militari ma appartenenti al Partito dei Fratelli Musulmani, in principio ebbe come obiettivo la ricostruzione dell’Egitto. Rifondazione che doveva avvenire sotto una democrazia che facesse diretto riferimento alla legge del Corano, nella quale anche le donne avrebbero potuto esercitare dei ruoli di rilievo nella sfera pubblica, senza discriminazioni.
Nel novembre 2012, però, con un decreto Morsi si attribuì numerosi poteri anche nel campo giudiziario, col fine di rendere immuni i suoi decreti nel momento della stesura della nuova costituzione.
Tra questi decreti vi era anche la richiesta di processo a tutti gli imputati assolti nell’era di Mubarak, i quali erano stati accusati dell’uccisione di alcuni manifestanti, e vi era anche l’autorizzazione a proteggere la rivoluzione con qualsiasi mezzo.
Ovviamente queste azioni sono state mal viste dalla maggior parte degli egiziani che hanno iniziato a scendere in piazza, alcuni di essi dando fuoco alle sedi dei Fratelli Musulmani.

Cosa è successo il 3 luglio? E ora cosa succederà?

Il 3 luglio alle ore 19 le forze armate egiziane hanno accerchiato il parlamento e Morsi, rimasto isolato e costretto agli arresti domiciliari in un edificio militare, si è visto costretto ad abbandonare la sua carica.
Di conseguenza, è stata sospesa la Costituzione per un breve periodo transitorio (road map), durante il quale il presidente della Corte Costituzionale Adli Mansour assumerà l’incarico di Capo di Stato. Nel frattempo la Corte ha l’incarico di definire una nuova legge elettorale per delle elezioni anticipate, sia di tipo presidenziale che parlamentare.
Questo golpe è il risultato di richieste di dialogo da parte dei militari, negate dallo stesso Morsi. Mansour ha comunque dichiarato che le suddette vicende non devono vietare la partecipazione dei Fratelli Musulmani alla ricostruzione della nazione.

La situazione, essenzialmente, in quella parte del mondo non è mai stata e non è delle migliori. Da secoli grandi scompigli l’hanno resa una zona calda. Credo sia difficilissimo, anzi quasi impossibile per noi concepire alcuni loro ideali, piuttosto che alcuni atti di violenza che durante le manifestazioni hanno causato numerosi morti e feriti. Quindi non voglio prendere una posizione e sindacare sulla correttezza o meno di questo fatto. Voglio solo soffermarmi a riflettere che, come ogni volta, numerosi civili, tra cui bambini che non “indossano” nessuna colpa finiscono ad essere vittime dei “giochi dello Stato”, o meglio, dei “grandi” dello stato, perchè purtroppo viviamo in un mondo dove la dignità dell’uomo viene considerata zero rispetto al “dio denaro” e per notare questo non bisogna andare fino in Egitto per accorgersene.

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