[wpca_cookie_allow_code cc="advertising"]
[/wpca_cookie_allow_code]

Sono trascorsi circa due secoli da quando i primi ombrellai partirono dal Vergante: gli ombrelli nella “barsella”, i pochi attrezzi del mestiere e il piccolo garzone al seguito per avventurarsi verso mete lontane, senza la certezza di un pasto e di un giaciglio per trascorrere la notte, ma era questo allora l’espediente per trarre qualche profitto e sfamare la famiglia che rimaneva a casa ad occuparsi dello scarso bestiame e della terra, una terra dura da lavorare e avara di frutti come solitamente quelle di montagna.

Tra le iniziative che nacquero in seguito nel Vergante per ricordare quel periodo e l’epopea dei “lüsciàt” (così erano detti gli ombrellai nel loro gergo), le più note sono il museo dell’ombrello a Gignese e il monumento all’ombrellaio a Massino, ma possiamo collocare tra queste anche la Festa dell’Ombrellaio con il conferimento dell’Ombrellino d’oro, un riconoscimento che la Pro Loco di Massino Visconti assegna ogni anno a chi si è distinto nella propria attività con l’impegno e l’intraprendenza dei leggendari “lüsciàt”. Tra quanti ancora operano nel settore degli ombrelli e tra i vecchi ombrellai sono invece scelti i destinatari degli Ombrellini d’argento.
Così, domenica 12 settembre, per la quindicesima volta si è compiuta la rituale consegna del premio con la presenza di autorità, giornalisti, rappresentanti di enti e istituzioni, tra cui i volontari dell’ambulanza del Vergante, convenuti per l’annunciata attribuzione dell’Ombrellino d’oro alla dottoressa Mariella Enoc, novarese di origine ma da quasi vent’anni residente nella sua casa sul monte S. Salvatore di Massino, dove ha ospitato e assistito mons. Aldo Del Monte, vescovo emerito della diocesi di Novara, nell’ultimo tratto della sua vita.

Oltre ai molteplici impegni nei settori della sanità e dei servizi alle persone, Mariella Enoc opera con la stessa passione e sensibilità, attraverso la partecipazione a importanti organismi, in ambito sociale, umanitario e in favore del territorio. L’attenzione rivolta ai settori dell’industria, del lavoro e dell’occupazione a livello associativo l’ha inoltre portata ad assumere incarichi di notevole rilievo. Presidente de I Cedri spa, di Laetitia spa e procuratore speciale dell’ospedale Cottolengo di Torino, attualmente è anche presidente di Confindustria Piemonte, vicepresidente della Fondazione Cariplo e della Fondazione Cini di Venezia, presidente di Ismu (Iniziative e studi sulla multietnicità) e fa parte di enti quali Fondazione Edison e Università Cattolica del Sacro Cuore. Nonostante tutto ciò, Mariella Enoc non trascura la piccola comunità massinese cui si sente particolarmente legata ed è membro del Consiglio degli affari economici della parrocchia.

Dopo la Messa nella chiesa di S. Michele, in ricordo degli ombrellai scomparsi, nella vicina piazza si è svolta la premiazione presentata dal brillante Vincenzo Amato, notissimo per i suoi servizi su Teleazzurra VCO e giornalista de La Stampa. Nel ricevere l’Ombrellino d’oro dalle mani del prefetto di Novara Giuseppe Amelio, Mariella Enoc ha ringraziato esprimendo vivo apprezzamento per il paese e l’amicizia che vi ha trovato dicendosi lieta della scelta che l’ha portata a vivere nella sua casa di Massino: «… non tanto per la particolare bellezza del posto, quanto per quella delle persone. Qui non sono mai sola, la mia è, come monsignor Del Monte l’aveva voluta, una casa aperta ai tantissimi amici, frequentata dalla gente, una casa dove possiamo ritrovarci e scambiare parole, pensieri, idee. Quando vi faccio ritorno la sera, e sovente è tardi e buio, tiro un sospiro di sollievo perché è la casa del cuore».
Il presidente della Provincia, Diego Sozzani, ha consegnato uno dei due Ombrellini d’argento ad Angela Fornara, titolare dell’omonimo ombrellificio di Borgomanero che da trent’anni produce ombrelli artigianali. Nella frazione di S. Stefano dei primi anni Cinquanta, fatta di tanti cortili, Angioletta (così è ancora chiamata nella cerchia di amici e conoscenti) aveva solo dodici anni quando, un po’ per gioco, un po’ per curiosità, si avvicinò al laboratorio artigianale del vicino di casa che lavorava per un noto ombrellificio locale. Rimase affascinata nel veder nascere un ombrello dalle mani abili e veloci di quell’artigiano, tanto che, aiutandolo spesso, si appassionò a quel mestiere. All’età di quattordici anni iniziò l’attività lavorativa vera e propria presso vari ombrellifici incrementando gradualmente capacità ed esperienza fino ad arrivare all’apertura di una propria attività. Molte da allora le difficoltà superate grazie alla volontà e alla dedizione mai venute meno e ancora oggi, nonostante l’aggressiva concorrenza dei prodotti provenienti dall’Est, Angioletta e i suoi tre figli difendono con orgoglio una tradizione tutta italiana.
Vincenzo Zanetta ha ricevuto dalle mani di Ezio Leonardi, presidente della Fondazione della Comunità del Novarese, l’Ombrellino d’Argento alla memoria del padre Alberto (1913–1984) che intraprese il mestiere dell’ombrellaio ambulante, come pure altri tre dei suoi sei fratelli, continuando l’attività già praticata dal padre. In seguito, a Somma Lombardo, poté aprire il negozio che il figlio tuttora gestisce.

A rendere ancor più piacevole il bel pomeriggio di fine estate, l’esibizione del gruppo “Matai d’ Ca’ Noscta” di Quarna Sopra con i suoi tipici costumi locali; balli e musiche della tradizione locale hanno riportato indietro nel tempo il numeroso pubblico radunato nella piazza, un tuffo nel passato per assaporare l’atmosfera dell’epoca degli ombrellai. E poi il buffet, per tutti gradito momento da trascorrere insieme e occasione per congratularsi con i premiati.

PUBBLICITA\'
[wpca_cookie_allow_code cc="advertising"]
[/wpca_cookie_allow_code]