Ghevio non avrà più la sua infermiera. Luciana Gioria, classe 1920,
è deceduta nel pomeriggio di giovedì 19 gennaio. Una vita votata all’aiuto del prossimo non poteva che chiudersi come si era svolta.

Infermiera fino all’ultimo, infatti, così ha voluto essere ricordata anche nel suo annuncio funebre. Luciana ha svolto per anni l’attività infermieristica. Prima in Ghevio, poi spostandosi anche nei paesi limitrofi, sempre e unicamente in sella alla sua bicicletta, portava la sua disponibilità e umanità verso tutti i bisognosi. Ha prestato la sua opera per lungo tempo presso la clinica San Carlo di Mercurago, e, anche da pensionata, non era inusuale che molti le chiedessero aiuto in caso di malattia: Luciana era sempre pronta ad aiutare e a mettere in campo la sua esperienza pluriennale.

Anche nei periodi difficili Luciana teneva fede alla sua vocazione. Durante la seconda guerra mondiale, si è impegnata per curare e dare aiuto ai numerosi partigiani che si nascondevano nei boschi sulle colline del Vergante.

“Era sempre disponibile con chi si trovava in un periodo problematico come quello della malattia” così ricorda don Arnaldo Giulini parroco della comunità di Ghevio “ma non solo con le opere aiutava la comunità, Luciana era molto attiva anche nella beneficenza, per i poveri lontani delle Missioni e per quelli più vicini a lei. Oltre ad aiutare la Parrocchia nel presente, pensava anche al futuro. Non faceva mai mancare il suo aiuto al Seminario Vescovile di Novara, poiché voleva che, attraverso la formazione sacerdotale, nelle comunità non venisse mai a mancare una guida spirituale”

“Aveva una fede semplice e incrollabile” ricorda ancora Don Arnaldo nell’omelia funebre alle numerose persone riunite per l’ultimo saluto da tutto il Vergante. “Per tutti quanto l’hanno conosciuta – così una gheviese ricorda “la Luciana” – resterà il suo sorriso garbato e i modi affabili che l’hanno
contraddistinta. Ci mancherà tanto.”

Meina Luciana Gioria

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