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Il 2 di settembre di 40 anni fa moriva Don Lorenzo Zara, parroco di Lesa, caduto poco sotto la Punta Tre Amici, a 3674 m.di quota, durante un’ascensione solitaria alla Punta Gnifetti del Monte Rosa. Il Suo obiettivo era la la Cresta Signal, via difficile, da sempre meta agognata.

Per molti anni, nell’anniversario della Sua morte, i lesiani amici Suoi e della montagna, giovani e meno giovani, che con lui avevano diviso la corda e a cui, per primo, aveva dischiuso l’incanto delle vette, sono saliti, ripercorrendo le sue tracce, sino al punto dove il suo corpo inerte era stato trovato in quel lontano 1970. Una salita, quasi un pellegrinaggio, che più volte ho anch’io percorso assieme agli amici e compagni di Don Lorenzo.Su quella stretta cengia rocciosa, le mani pietose dei Lesiani hanno posato, in Suo ricordo, una croce in ferro battuto donata da un artigiano del paese e lì, anno dopo anno, vengono deposti i fiori di montagna che vengono raccolti durante la salita.

Quest’anno, per consentire a chiunque lo volesse di essere presente, la commemorazione si è tenuta al Rifugio Pastore, poco sopra Alagna Valsesia, di fronte a quella cresta che Don Lorenzo voleva vincere. Sabato quattro settembre, in una gloriosa giornata di sole, assieme agli amici della montagna e ai parrocchiani di Lesa, giovani e meno giovani, abbiamo risalito il sentiero che in un’ora porta al rifugio. Sui prati che lo circondano ci siamo riuniti per la Celebrazione Eucaristica, presieduta dal Parroco di Lesa Don Massimo Galbiati, in ricordo Suo e degli altri amici nostri e Suoi che, negli anni, lo hanno seguito sulle montagne del Paradiso.

Le parole di chi lo aveva conosciuto, la commozione di tutti, la bellezza dei luoghi e il ricordo struggente degli amici che in questi anni ci hanno lasciato hanno reso la giornata indimenticabile.

Per finire, trascrivo il pensiero che i lesiani hanno dedicato a Don Lorenzo:
“Abbiamo camminato a lungo con Don Lorenzo. Egli ci aiutò a vedere Dio in trasparenza nella molteplice esperienza umana.
Ora Don Lorenzo abita nella casa del Padre: a Lui ha presentato la sua vita donata a noi.
Viviamo dunque come pellegrini del Cielo e costruiamo ogni giorno la vittoria che festeggeremo insieme.”

di Roberto Grignoli

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