“Ricorrendo, nel 2012, il 200° anniversario della nascita di Giulio Carcano, con l’intendo di proseguire idealmente nella commemorazione dell’Unità d’Italia …

il Comune di Lesa propone una serie di iniziative per ricordare questa personalità che ha onorato in molti modi Lesa e l’Italia”. Ad annunciare la seconda di esse – la “Giornata del Ricordo” di sabato 14 luglio, fitta di iniziative (si veda sotto il manifesto) – è il sindaco Roberto Grignoli.

La giornata comincerà con un corteo fino alla tomba di Giulio Carcano per poi proseguire con una Messa in suffragio della sua famiglia e la presentazione del libro “Giulio Carcano a Lesa”, cui seguirà un rinfresco. Alle ore 21 avrà inizio infine un concerto in onore di Giulio Carcano presso la Sala Manzoniana: il soprano Aurelia Vrabie e Mirco Godio al pianoforte daranno vita ad arie d’opera più o meno celebri, per poi concludere la serata con “Lesa”, sonetto scritto proprio da G. Carcano e musicato dal M° Riccardo Giavina.

Chi fu Giulio Carcano e perchè viene ricordato proprio a Lesa? Giulio Carcano (Milano, 7 agosto 1812 – Lesa, 30 agosto 1884), è stato un patriota del Rosorgimento, politico e letterato, importante traduttore di Shakespeare. Nacque da nobile famiglia milanese: la nonna materna era sorella di Carlo Imbonati e per questo Carcano ebbe da sempre stretti rapporti col Manzoni (anche lui, per anni, villeggiante a Lesa). Partecipò attivamente alle cinque giornate di Milano e dopo il ritorno degli austriaci visse da esule tra Svizzera e Piemonte. Rientrato in Lombardia nel 1850, si dedicò all’istruzione privata, fino a quando, con l’indipendenza italiana, ottenne importanti incarichi pubblici. Nel 1876, grazie all’interessamento dell’amico Cesare Correnti, ottenne la nomina a senatore del regno. La sua produzione letteraria comprende romanzi che ebbero larga diffusione, come “Angiola Maria” e “Ida della Torre”, nonché numerosi saggi su vari argomenti storici, artistici e letterari. Di notevole rilievo la traduzione poetica di tutto il teatro di Shakespeare. Il suo modello letterario di riferimento fu Alessandro Manzoni; con una prosa caratterizzata da una vena moralistica, l’attenzione alle tematiche sociali e l’ambientazione contadina e piccolo borghese. Fu amico e frequentatore di grandi personalità del Risorgimento e della cultura italiana dell’800, tra cui possiamo citare: Giuseppe Verdi, Massimo D’Azeglio, Tommaso Grossi, Cesare Correnti e Ruggero Bonghi.

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