Aveva il desiderio di diventare il più anziano del paese, e si può dire che per alcuni giorni esso sia stato esaudito. Aurelio Bellino Marangoni è mancato l’8 marzo all’età di 100 anni. Solo pochi giorni prima aveva lasciato la sua famiglia Santina Fiorenza Vignocchi, a 101 anni.

Con la morte di Aurelio e Santina se ne va un pezzo di storia di Villa Lesa.

Aurelio era un “personaggio” in paese, non tanto come operaio del Comune in pensione, quanto come “Sacrestano di Villa Lesa”, parole scritte in maiuscolo sotto il suo nome sulle carte esposte in paese e che hanno annunciato la sua morte.
Aurelio ha lasciato le figlie Anna Maria, Agnese e Clara, i generi Mario ed Egidio, i nipoti e i pronipoti. I suoi funerali sono stati celebrati nella chiesa di Villa Lesa giovedì 10 marzo alle 15 dal parroco don Massimo Galbiati; all’altare anche il diacono don Dino Romano.

Aurelio, originario del Veneto, si trasferì a Villa Lesa nel 1954, a seguito dell’alluvione del Polesine: l’allora parroco mons. Federico Mercalli era infatti alla ricerca di un sacrista. Ricoprì questo servizio fino a quando la salute glielo permise, alcuni anni fa. “L’essere sacrista era per lui una vera e propria vocazione”, come affermato da don Massimo durante l’omelia funebre. Uomo di grande fede, come testimoniato da alcuni passi del suo diario letti durante la Messa celebrata alcuni mesi fa in suo onore, per festeggiare i suoi cento anni proprio nella “sua” chiesa: “Ho avuto coraggio perché Dio mi ha sempre dato la forza di superare le difficoltà”.

Ricco di avvenimenti, ma anche di momenti difficili è stato infatti questo secolo di vita per Aurelio, nato a Villanova Marchesana (Ro) e rimasto orfano a causa della guerra, chiamato alle armi in fanteria nel 1942 (lasciando così sola la moglie con tre figlie piccole) e fatto prigioniero dagli americani dopo il loro sbarco. Fu quindi ingaggiato dal cappellano militare all’interno di un coro liturgico, fatto che gli permise di girare tutta l’Italia Meridionale e di cantare in Algeria e a Marsiglia. Trasferitosi a Villa Lesa, dove iniziò a lavorare appunto come operaio del Comune, fu infine raggiunto da tutta la propria famiglia.

Solo due mesi fa invece, il 19 gennaio, nella sua abitazione in via Belvedere a Villa Lesa si festeggiavano i 101 anni di Santina Fiorenza.
Santina, nata a Meina il 19 gennaio 1909, vi viveva dal 1944. Aveva vissuto col marito Vincenzo Vignocchi fino a una quindicina di anni fa, seguendolo durante la sua carriera militare: pilota dell’aviazione, il marito aveva partecipato alla guerra d’Africa e a quella di Spagna, ricevendo due medaglie d’argento. Tra le passioni di Santina proprio il racconto di queste avventure, che ora custodiscono tutti coloro ai quali erano state narrate.

Lesa_Aurelio con sindaco targa

Lesa_Santina Fiorenza Vignocchi con famigliari e autorità

 

 

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