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L’arrivo della delegazione da S. Giovanni rotondo era attesa dai Volontari con circospezione, pensando ad un incontro rituale con la prevista cerimonia di consegna della riproduzione di S. Pio. Invece quanto è avvenuto in questi due giorni può essere definito un momento di vigorosa riscoperta dello spirito di fratellanza e soprattutto di valorizzazione della dignità e della consapevolezza di essere Volontario, qualsiasi sia la sua dedizione: artefice di tutto questo il simpaticissimo Fra Marciano Morra accompagnato dal seminarista Luciano Lotti.
Il Capo Squadra Alfonso Curella: “Venerdì in tarda serata all’arrivo al casello dell’autostrada sbucavano con la loro auto, avvolti dalla nebbia, quasi ad aggiungere un alone mistico; Padre Marciano, infondeva subito serenità, anche se stanco del viaggio ha saputo catalizzare immediatamente tutti noi con la sua pacatezza nel dialogare, offrendoci anche ricordi della vita di Padre Pio”. La giornata di sabato è stata molto intensa : dopo l’incontro in Municipio con il Sindaco Dr. Dario Piola e alcuni Assessori, i due ospiti hanno visitato le Suore della Fondazione Curioni, dove hanno potuto scambiare delle conoscenze sulla vita di Padre Pio.
I Volontari Aib di Invorio e Briga N. hanno avuto l’onore di accompagnare in ogni momento i religiosi e non poteva mancare una visita alla sede: in questo modo il Frate si è reso conto da vicino dell’importanza dei Gruppi di Volontariato. La visita si è conclusa con una breve preghiera e la benedizione degli strumenti di lavoro dei Volontari.
Il Monte Barro non poteva essere trascurato in questi incontri: Luigi Cerutti è stato infatti uno dei trascinatori nel recupero di questa località, tra i fondatori della Squadra nel 1981. Sempre il Caposquadra Curella Alfonso: “Era doveroso ricordarlo, anche se in forma privata: l’atmosfera è stata da subito vissuta come il ritrovarsi tra amici, complice anche il luogo, il rilassante rumore del silenzio che infonde pace nell’anima, ma non è mancata la giovialità di Padre Marciano, che durante il pranzo ci ha fatto sorridere rallegrandoci con alcune barzellette raccontate da Padre Pio nei suoi momenti di convivialità tra i Cappuccini.”
Ritornati in Paese la prima funzione religiosa è stata dedicata alla sofferenza: il S. Rosario è stato recitato infatti con gli Ospiti della Fondazione Medana, preceduto dalla benedizione della piccola Statua che nei prossimi mesi sarà collocata all’interno del percorso del Motto Duno, realizzato dai Volontari AIB.
Dopo la funzione presso il Pala Mescia il momento più atteso da tutti: la conoscenza da vicino di Padre Marciano. La curiosità dei Volontari di alcune Squadre, di alcuni Gruppi di Protezione Civile del Coordinamento di Novara e dell’Ambulanza del Vergante è stata ripagata proprio per il messaggio che ha saputo trasmettere il Padre spiegando perché S. Pio è stato scelto quale Patrono della Protezione Civile: lui, che non è mai stato un Volontario di nessuna associazione di Protezione Civile, ha saputo offrirsi e ha caricato su di se tutte le sventure delle persone che lo incontravano a S. Giovanni e ha visto da subito l’importanza della prevenzione, pensando a rimboschire i versanti montuosi attorno al paese.
Terminato l’incontro è stata celebrata la S. Messa preceduta dalla consegna ufficiale della Statua di S. Pio, dopo una breve processione con i Gonfaloni del Comune di Invorio e Briga Novarese, i labari delle Associazioni e i Sindaci. Don Costantino ha rivolto un saluto di introduzione ricordando il trentesimo della Squadra e la grande occasione vissuta dalla Comunità invoriese per la presenza di questa delegazione da S. Giovanni Rotondo, chiudendo con la lettura del messaggio di S. E. Renato Corti inviatole in occasione di questa iniziativa. L’omelia di Padre Marciano è stata incentrata sul Vangelo della Domenica: ci ha parlato dell’importanza dei Santi che si celebrano, portando l’esempio della sofferenza subita sia da Padre Pio che dal soldato Defendente. La serata si è conclusa con un gustoso intrattenimento preparato dagli Amici dell’Associazione Mescia che hanno curato anche il succulento pranzo della Domenica.
La Domenica è stata dedicata alla conoscenza di quante attività di prevenzione possono essere svolte dalle Squadre Aib e Protezione Civile: alcuni esempi li hanno portati alcuni Volontari giunti da Piossasco (TO) con la realizzazione del Sentiero “David Bertrand”, deceduto durante l’incendio del monte S. Giorgio; da Domodossola il Capo Squadra Ivano Caffaro ha raccontato il recupero ed il continuo mantenimento della vasca da 25 mila litri sopra le pendici della cittadina; Miglio Maurizio, Caposquadra di Bellinzago Novarese, ha parlato dell’area Le ginestre e quanto i Volontari hanno aiutato la natura a rimpossessarsi del proprio terreno abbandonato dopo gli scavi di inerti. Paolo Porrega di Gozzano ha minuziosamente descritto il progetto provinciale delle AIB novaresi sull’utilizzo dello strumento gps per attività di prevenzione e ed emergenza oltre ad aspetti di controllo del territorio.
L’occasione di questa giornata è stata anche per salutare la Dr. Alessandra Stefani che dallo scorso 10 gennaio ha cambiato sede e comando dirigendo ora il Corpo forestale torinese. Il suo intervento ha permesso di comprendere maggiormente la nuova normativa sul taglio dei boschi, sottolineando come alcuni articoli normativi destano preoccupazioni riguardo l’attività AIB.
Padre Marciano ha raggiunto i Volontari dopo la S. Messa celebrata ad Invorio Superiore e ha coinvolto subito gli oltre 150 Volontari presenti al convegno portando un messaggio di fratellanza e l’augurio di credere in quello che ogni Volontario ha nel cuore, dimostrandolo durante il suo operato. Luciano invece ha posto un auspicio che non prevede un grosso impegno oltre ai propri compiti, se non quello di seguire ancora di più il messaggio di Padre Pio e poter sostenere e far nascere un primo gruppo di preghiera proprio tra i Volontari. Ha inoltre presentato il progetto di ricerca sulle cellule staminali in corso alla Casa sollievo di S. Giovanni e che merita attenzione da tutti per i risultati che potranno svilupparsi per la cura di alcune malattie degenerative.
Il Vice presidente della provincia di Novara Luca Bona ha ringraziato per la grande opportunità di apprendere queste utili informazioni e di impegnarsi nel ricercare risorse per approntare dei progetti simili a quelli illustrati durante la mattinata: la zona del vergante andrebbe valorizzata e resa più fruibile per un turismo più ecologico.
In conclusione della mattinata il Sindaco Dr. Dario Piola nel salutare la Dr. Alessandra Stefani a nome di tutta la Comunità, come suo stile, le ha dedicato una poesia davvero particolare; dopo la foto di gruppo tutti si sono trasferiti con una autocolonna verde e bianca al PalaMescia per il prelibato pranzo.
Gli impegni di Padre Marciano non gli hanno permesso di proseguire il resto del programma. Dopo lo scambio di alcuni doni il saluto è stato davvero sentito: ancora il Caposquadra Alfonso Curella: “Non è stata una stretta di mano tra chi si conosce, ma un vero abbraccio fraterno; non c’è stato Volontario che non abbia voluto avvicinarsi al Padre, proprio come un Fratello. E se loro ci hanno confermato che a S. Giovanni troveremo la nostra casa, credo che qualcuno davvero non lascerà cadere l’invito.”
Finito il pranzo i rintocchi della campana richiamavano i Volontari alla preghiera attorno a S. Defendente: una processione molto sentita e che ogni anno vede accrescere i partecipanti che in questa occasione sono arrivati anche dai confini liguri, dalle montagne torinesi, da Biella e dalle colline astigiane, sfidando una nebbia insistente. L’Ispettore regionale Caldera Nicola ha accolto tutti, con le Squadre novaresi al completo ed i loro responsabili: Ispettore provinciale Vittorio Ortello, il Vice Roberto Bergantin, i Comandanti d’Area GianPiero Marozzi e Giorgio De Dominici; con Volontari dei Vigili del Fuoco di Romagnano, gli uomini del Corpo Forestale, i Soccorritori dell’Ambulanza del vergante con il magnifico Presidente Rag. Daniele Giaime e Volontari delle Aquile del Vergante, gruppo presente da alcuni mesi nella zona per intervenire nelle emergenze di Protezione Civile.
Don Costantino ha iniziato il Vespro con le intenzioni rivolte a questi sodalizi, preziosi per le nostre Comunità nei momenti del bisogno, poi la musica della Nuova Filarmonica Invoriese ha solennizzato l’avvio della Processione che ha compiuto il giro della Frazione, terminando sul Sagrato con la benedizione degli automezzi.
Al termine il toccante ricordo agli Ispettori regionali Clot Flavio e Luigi Scotti che ci hanno lasciati lo scorso anno. A Diego, figlio di Flavio così come ad Antonella Borrè, moglie del compianto Luigi, sono state consegnate due riproduzioni di S. Defendente, simbolo di questo ritrovarsi per condividere l’operato in difesa della natura e per ricordare chi ha davvero saputo dare il massimo per la nostra organizzazione.
Questo intenso fine settimana volto al termine ha visto tutti riuniti al PalaMescia per un ultimo momento conviviale ed i saluti di arrivederci: un grazie ai Volontari dell’Aib è stato rivolto dalla simpaticissima Stefania a nome di tutta la frazione. Questo è stato l’attimo più sentito perché sentire queste parole da un giovane è il migliore auspicio per continuare a mantenere vive queste tradizioni, che non hanno solo un aspetto rituale ma che all’inizio di un nuovo anno sono la carica per proseguire il nostro cammino. Trent’anni sono passati e come il nostro Segretario Vicari Costanzo raccoglieva gli appunti della nostra storia ricordando i rintocchi della campana che chiamava i Volontari a raccolta, i rintocchi di oggi devono consolidare in tutti noi la consapevolezza di essere un riferimento per i nostri concittadini: questo può essere offerto lasciando da parte l’egoismo per essere sempre pronti in ogni situazione, contando sul testimone consegnatoci.

 

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