Anche quest’anno il museo Granum ha organizzato le passeggiate storiche ed archeologiche “Pietre al tramonto”, un’opportunità unica per conoscere la storia di Baveno e delle sue pietre, non solo per i turisti, ma anche per chi questo paese lo vive e vuole approfondirne la conoscenza.

Quattro gli appuntamenti settimanali che proseguiranno sino al 30 settembre: al lunedì e giovedì Le cave di granito rosa, il martedì Pietre millenarie ed il mercoledì Pietre tra ville e giardini.

Noi siamo andati a visitare per voi le cave (e miniere) di granito rosa. L’escursione, guidata dall’archeologa e guida turistica Elena Clerici, parte proprio dal museo Granum, una sala ricavata nel palazzo Pretorio prospiciente la Chiesa parrocchiale. Il museo vuole essere un punto informativo multimediale e multisensoriale dedicato soprattutto al granito Rosa ed alla sua importanza storica ed economica per un piccolo territorio come quello bavenese, sin da quando l’imprenditore Nicola Della Casa ha iniziato a farlo conoscere nel mondo alla fine del 1800. Della Casa fu il primo in Italia ad applicare la lavorazione meccanica ai graniti.

Il museo ospita, ma solo temporaneamente, una teca con la collezione privata di minerali di Manfredo Polli : il quarzo con ortoclasio, la Bavenite, la Fluorite ed un minerale con Ortoclasio e Albite.

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Con un pulmino si arriva al capannone situato ai piedi della cava e che ha funzioni minerarie: i pezzi più piccoli di granito vengono infatti condotti qui da una serie di nastri trasportatori, sminuzzati e divisi nei quattro elementi che li compongono: K-feldspato, quarzo, plagioclasio e biotite. Questa frammentazione permette di utilizzare tutte le parti del granito (sempre nell’edilizia o nella produzione di porcellane) affinché nulla venga sprecato.

Si raggiunge poi la cava Seula che si trova in una posizione panoramica senza pari e che da modo di avere un colpo d’occhio raro sull’angolo del lago Maggiore che va da Feriolo a Stresa, tutta la zona di Verbania e Laveno. Ma non solo, c’è anche un piccolo scorcio sul lago di Mergozzo e sul Mont’Orfano. Un panorama che lascia senza fiato.

Qui oltre al panorama, si può vedere e toccare con mano l’estrazione del granito (ovviamente le visite avvengono nel tardo pomeriggio, a lavori fermi), con le due diverse tecniche: attraverso la perforazione con fioretti o quella più moderna con filo diamantato, entrambe fortunatamente molto lontane dalla fatica dei primi picasass, gli scalpellini locali, lavoratori della pietra che hanno onorato Baveno in tutto il mondo e che sono ora il simbolo della cittadina lacustre.

Sia la cava che la miniera sono gestite dalla Agifin Giacomini, che l’ha in concessione ancora per i prossimi sette anni.

Per chi volesse partecipare alle escursioni: la prenotazione è obbligatoria per ragioni organizzative entro le ore 17.00 del giorno precedente l’escursione al n° 0323-923196 – info@verbanoviaggi.it oppure 0323-924632 – info@bavenoturismo.it

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Sono nata a Verbania nel 1975, ed ho avuto la fortuna di crescere tra Baveno e Stresa, due luoghi che amo moltissimo. Ho scritto per "Il giornale di Verbania" ed ora collaboro con Il Vergante, come corrispondente da Stresa, la cittadina in cui sono tornata a vivere dopo sette anni a Torino. Gestisco una pagina Facebook dedicata alla perla del lago: "vivi-amo Stresa", nella quale raccolgo foto e recensioni del nostro territorio e gli eventi organizzati. Vita privata? Impegnativa. Quattro figli, che spesso mi seguono nella "caccia agli articoli" e alle riunioni di redazione, ma è importane che sappiano delle mie passioni ed imparino a conoscere il luogo in cui stanno crescendo, per poterlo amare e, magari, un giorno, migliorare.