I comuni del nuovo ente

Sta per prendere vita l’Unione montana di comuni dei due laghi. Dei nove comuni che vi faranno parte – Ameno, Armeno, Miasino, Brovello Carpugnino, Colazza, Gignese, Massino Visconti, Nebbiuno e Pisano – i primi tre sono nel Cusio, gli altri nell’Alto Vergante, tutti comunque appartenenti a un territorio omogeno compreso tra i laghi d’Orta e Maggiore e ora inserito nella più vasta Comunità montana Due laghi, Cusio Mottarone e Val Strona che è in corso di estinzione.

Venerdì 5 aprile il consiglio comunale di Massino ha deliberato l’adesione al nuovo ente approvandone all’unanimità l’atto costitutivo e lo statuto, un passo che per legge dovranno compiere tutti i piccoli comuni montani al fine di perseguire quell’unitarietà di gestione politico-amministrativa che, attraverso la condivisione delle risorse spesso insufficienti nelle singole realtà, permetterà di ottimizzare costi, efficacia ed efficienza di funzioni e servizi proprio perché svolti in forma associata.
L’Unione dei due laghi avrà una durata di dieci anni a decorrere dal 1 giugno 2013, sarà amministrata attraverso un consiglio, un presidente e una giunta, con la partecipazione esclusiva di amministratori in carica nei nove comuni. La sede sarà nella frazione Sovazza del comune di Armeno che è anche il più vasto e popolato, ma la popolazione complessiva dell’Unione supera i diecimila abitanti.

Quello della costituzione dell’Unione, come ha commentato il sindaco Airoldi nel corso della riunione, è solo l’inizio di un cammino, sicuramente non privo di ostacoli e scelte non facili che richiederanno molto lavoro e un periodo di adeguamento generale prima di poter apprezzare pienamente i benefici che tutti si aspettano.
Anche l’altro punto all’odine del giorno approvato dal consiglio comunale – il piano d’azione per l’energia sostenibile(PAES) – coinvolge (con l’esclusione di Colazza) i comuni della costituenda Unione.Si tratta di un documento che indica come i firmatari del patto dei sindaci sulla sostenibilità ambientale intendono procedere per rispettare gli obiettivi che si sono prefissati al 2020 e definisce, attraverso l’informazione e la sensibilizzazione dell’amministrazione comunale, dei cittadini e dei vari soggetti interessati, un modo di concepire la gestione dell’energia più attento alle problematiche di approvvigionamento e all’uso delle risorse.
Tra le attività previste, figurano la creazione di strutture adeguate per lo sviluppo e il monitoraggio delle azioni del piano, la predisposizione di un inventario delle emissioni di CO2, la formazione del personale dell’Amministrazione, la sensibilizzazione della popolazione ai temi del risparmio energetico.

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