“Difficile spiegare, per chi non è nato a Solcio, l’importanza della festa di S. Antonio”. Ad affermarlo è stato un solcese doc, don Roberto Sogni, all’apertura della sua breve omelia tenutasi al termine della processione pomeridiana.
Essa, domenica 16 gennaio, ha concluso gli annuali festeggiamenti nella piccola chiesetta della frazione di Solcio. Già alle 5,30 i primi “suppisti” erano al lavoro per garantire, prima dell’inizio della Santa Messa, la tradizionale distribuzione del buon brodo caldo e degli specialissimi salamini ai numerosi partecipanti: fedeli, solcesi, villeggianti… che ogni anno si ritrovano sul piccolo sagrato e lo riempiono all’inverosimile. Da alcuni anni ormai la celebrazione eucaristica del mattino viene celebrata da mons. Moretti ed animata dal coro parrocchiale. L’incanto dei beni, benedetti durante l’offertorio, e la benedizione degli animali (quest’anno era presente anche un bel pony infiocchettato) hanno concluso la mattinata che, iniziata con una fitta nebbia, si è poi aperta dando spazio ad un tiepido sole. Molto partecipata anche la processione per le vie del paese, guidata da don Roberto Sogni e don Massimo Galbiati, con la statua del santo portata in spalla da alcuni suppisti e da volenterosi uomini. Durante il suo svolgimento si è pregato per le famiglie, i giovani, gli ammalati ed i defunti. Davvero belle le parole pronunciate da don Roberto, che si è rivolto al santo, “disturbato” nel riposo della sua chiesetta in cui è custodito, nella ricorrenza della sua annuale festa, proprio per portare speranza nelle famiglie in cui c’è divisione, dolore e malattia, e ancora in quelle dove manca il lavoro. Don Roberto ha poi ringraziato il Cielo per aver donato a Solcio un “bravo giovanotto”, don Michele, che si è preso davvero a cuore la cura della comunità parrocchiale e delle sue chiese, oggetto, grazie alla generosità ed alla partecipazione di tanti, di continui restauri. Proprio la chiesetta di S. Antonio è stata infatti recentemente ritinteggiata nelle facciate esterne e soggetta al rifacimento del tetto ad opera di imprese ed artigiani del paese. Per chi volesse visitarla, essa viene aperta durante il periodo primaverile ed estivo anche la sera per la recita del Rosario e di alcune Sante Messe.
di Maura Mediani


