
Per un vizio di forma la Regione non viene ammessa ai finanziamenti per la lotta alla tratta in Piemonte. Anche le realtà del nostro territorio impegnate in questo duro lavoro chiedono a Chiamparino chiarimenti.
Ancora pochissimi giorni per la Regione Piemonte per accettare l’invito ad un confronto richiesto dalle associazione che si occupano della tratta in Piemonte e nelle regioni che sono state escluse dai finanziamenti statali ( qui la lettera che le Associazioni hanno inviato a Chiamparino).
Perchè decidiamo di parlarne anche noi
Abbiamo ricevuto l’appello da una giovane volontaria di un’associazione locale che si occupa della lotta contro lo sfruttamento della prostituzione e la tratta di esseri umani. Anche il nostro territorio è sede di rifugi e case accoglienza per donne o minori in difficoltà.
Liberazione e speranza è un’associazione di Novara con diversi dipendenti che operano da 20 anni nel settore e che rischia la chiusura – come altre associazioni regionali – per un’inadempienza della Regione Piemonte. Senza finanziamenti è impossibile contrastare in modo costruttivo ed efficace la criminalità collegata alla prostituzione e allo sfruttamento lavorativo.
“A pochi interessa della tratta di esseri umani – denuncia la volontaria – non è un argomento che fa scalpore…peccato, dovrebbe! sopratutto in un momento come questo dove si mette in prima pagina solo l’arrivo dei migranti…i salvataggi in mare…ma non si parla della seconda vita di queste persone, ovvero quello che succede molto spesso dopo l’arrivo in Italia la fuga dai campi di raccolta e l’inserimento all’interno delle reti di sfruttamento… Nessuno parla del salvataggio “in terra”delle migranti!un vero peccato!”
Gli antefatti e il taglio dei fondi alla lotta alla tratta in Piemonte
Con Decreto del 4 agosto 2016, il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha escluso dal finanziamento previsto dalla legge il progetto presentato dalla Regione Piemonte (dal titolo “Piemonte in rete contro la tratta”) finalizzato a sostenere le vittime della riduzione in schiavitù e della tratta di persone.
L’esclusione dal finanziamento sembra sia dovuto a gravi inadempienze addebitabili al personale della Regione Piemonte che si era preso l’onere di inviare la candidatura. Nonostante le sollecitazioni delle associazioni competenti e le offerte di aiuto i responsabili della Regione non hanno consegnato nella maniera prevista i documenti.
Da settembre 2016 le associazioni operanti nella lotta alla tratta in Piemonte non saranno più finanziate per svolgere le loro attività. Queste richiedono l’intervento diretto della Regione Piemonte per far fronte ai 1.300.000 euro di finanziamenti che serviranno alle realtà associative fino a dicembre 2017. Finanziamenti che ricevevano ininterrottamente dal 1999. La scadenza per una decisione è fissata al 1° settembre. Il tempo è quasi scaduto.
I numeri della tratta in Piemonte
Quella piemontese è la prima realtà territoriale che, a partire dalla metà degli anni ’80 del secolo scorso, ha iniziato a contrastare le nuove forme di schiavitù prima ancora di una legislazione in merito. Associazioni ed enti locali operanti in questo specifico ambito della tutela della dignità umana e dei diritti umani fondamentali hanno maturato, anche grazie ad una forma di coordinamento regionale ed interregionale (Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta).


