“Ogni uomo vuole progredire, ascendere a cose migliori, ma per fare questo è essenziale ascoltare”. Questo il cuore dell’invito che il parroco don Massimo Galbiati aveva inviato nella case di tutti i lesiani in vista della festa patronale di S. Martino. Proprio questa frase è stata ripresa nell’omelia da don Giorgio Borroni, coordinatore dell’Unità Pastorale del Vergante di cui anche Lesa fa parte da quest’anno.

IL ”SANTO DELLA CARITA’”
Lui stesso ha presieduto la solenne Celebrazione Eucaristica di domenica mattina 13 novembre, concelebrata da don Massimo. Don Giorgio ha voluto far riferimento all’attualità, citando l’alluvione il Liguria e la testimonianza di servizio di una giovane: S. Martino non è ricordato tanto come vescovo di Tours, quanto come “santo della carità”.

IL TRIDUO
Proprio davanti ala sua statua i parrocchiani si sono ritrovati nei dopo cena di mercoledì 9, giovedì 10 e venerdì 11 per partecipare al triduo di preparazione.
Venerdì sera la Messa era poi in particolar modo dedicata ai ragazzi e alle famiglie, che si sono lasciati coinvolgere in una Celebrazione “ad hoc” presieduta dal vicario parrocchiale don Mattia Airoldi.

IL CONCERTO
Tempo di Confessione invece sabato pomeriggio, sempre presso la chiesa parrocchiale.
Sabato sera 12 novembre invece, alle ore 21, numerose persone hanno voluto ascoltare il concerto della “Corale Polifonica S. Cecilia di Galliate” – uno dei più antichi cori amatoriali piemontesi – offerto come da tradizione dall’Amministrazione comunale.
A risuonare nelle navate della chiesa sono stati i più celebri e bei brani di musica sacra, con una breve incursione nell’opera lirica verdiana nel finale, quando il coro ha eseguito “Va’ pensiero” dal “Nabucco” e “O Signore dal tetto natio” da “I lombardi alla prima crociata”. Il resto della serata è invece dedicato appunto alla musica sacra: da classici come “Ave Verum corpus” e “Laudate Dominum” di Mozart al contemporaneo “Magnificat” armonizzato da mons. Frisina; da “Gloria in exclesis Deo” e “Laudate Dominum” di Vivaldi a brani come “Cantique de Jean Racine” di Fauré, “Sanctus” della “Messe Solennelle” di Gounod e “Locus iste” di Bruckner… Oltre alla quarantina di coristi, hanno prestato le loro voci le soliste Maria Tornagli e Maria Grazia Nobili, sotto la direzione del M° Luca Solerio. Hanno accompagnato al piano Gian Luca Rovelli e Marta Bovassi. Al termine, la pro loco ha voluto offrire un rinfresco a tutti i presenti.

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MESSA SOLENNE LA DOMENICA
La festa è entrata ovviamente nel vivo la domenica, con la S. Messa celebrata alle 10,30 nella chiesa parrocchiale da don Giorgio e don Massimo, col servizio liturgico del diacono don Giuseppe e dei piccoli chierichetti, e animata dalla “Corale San Martino” diretta dal M° Riccardo Giavina.
Al termine, nel sagrato, ha preso il via la festa popolare: torte cucinate dalle massaie del paese, ciclamini, ma soprattutto una ricca proposta culinaria a base di polenta, gorgonzola, spezzatino, trippa, caldarroste e salamelle. E proprio durante l’”assalto” al punto di distribuzione del cibo ha preso il via l’incanto delle offerte.

LA PROCESSIONE E LA FESTA POPOLARE
E’ iniziata nel pomeriggio, alle 14,30, la recita dei Vespri nella chiesa parrocchiale, subito dopo i quali ha iniziato a snodarsi la processione per le vie del paese: via S. Martino, via Vittorio Veneto, p.zza Matteotti, via Manzoni, p.zza S. Bernardino, p.zza Gramsci, via Carcano, per tornare in chiesa parrocchiale.
Al centro della processione, animata dal corpo bandistico musicale lesiano “La Volpina”, proprio la statua di S. Martino, portata a spalla dagli uomini.
Dopo un breve momento di Adorazione eucaristica in chiesa, nel pomeriggio è proseguita quindi la festa popolare, arricchita stavolta dall’estrazione dei tanti biglietti vincenti della lotteria e dal gioco delle pignatte: ben cinquanta quelle che bambini e ragazzi di ogni età, a turno, hanno potuto aprire, per trovare le soprese al loro interno.

CHIUSURA LUNEDI’ 14 NOVEMBRE
I festeggiamenti sono terminati infine lunedì 14 con la S. Messa celebrata alle ore 17.30 per tutti i defunti della parrocchia.
Un grande grazie va a tutti i volontari che con il loro contributo e aiuto hanno permesso l’ottima riuscita della festa patronale.

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