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Insegnare la Storia attraverso una storia, la storia del calcio. Questa l’ambizione di Meltin’ Pop che, in collaborazione con l‘Istituto Storico della resistenza e della società contemporanea nel Novarese e nel V.C.O. “Piero Fornara”, il presidio Libera Arona, Francesca Amat e con il supporto editoriale della rivista “A”, dà vita al progetto “Non la solita storia”, studiato per avvicinare le giovani generazioni e il pubblico non specialistico ad alcuni temi chiave della seconda metà del secolo scorso.

La prima delle iniziative previste si svolgerà mercoledì 19 dicembre 2012 alle ore 18.30 presso la Casa del Popolo di Arona e riguarderà le storie emblematiche di due allenatori segnati dall’emanazione delle leggi razziali e da un diverso destino: Arpad Weisz e Ernest Erbstein.

Weisz è stato allenatore, dimenticato, dell’Inter, del Bologna e del Novara in serie A. Costretto a lasciare con la sua famiglia l’Italia nel ’39 si spostò in Olanda, dove, dopo l’occupazione nazista, venne catturato e avviato al campo di concentramento di Auschwitz con la moglie e i suoi due bambini.

Ernest Erbstein, l’uomo che fece grande il Torino, anch’egli costretto a lasciare l’Italia in seguito alle leggi del ’38, ma che non riuscì mai ad arrivare in Olanda, come avrebbe voluto. Rientrato in Italia a guerra conclusa riprese il suo posto alla guida della squadra granata, ma non solo ciò che gli era accaduto negli anni di forzata assenza fu passato sotto silenzio, fu vittima della grande tragedia che colpì la squadra il 4 maggio 1949.

Relatore della conferenza, patrocinata dal Comitato resistenza e costituzione della Regione Piemonte, sarà Giovanni Cerutti, direttore scientifico dell’ISRN. In chiusura, vi sarà un brindisi per scambiarsi gli auguri di Natale con il “panettone multi religioso” a cura di tutti coloro che hanno dato vita all’evento.

Il percorso che si aprirà mercoledì si snoderà in tre appuntamenti: il secondo incontro si terrà il 13 gennaio 2013 e il terzo nella giornata della memoria, il 27 gennaio 2013. Il percorso da vita alla storia recente attraverso la ricostruzione di quattro storie emblematiche di calciatori o allenatori che la salita al potere dei totalitarismi ha ucciso materialmente o cancellandone la memoria, con esempi di “Resistenza” da parte di sportivi che non si sono piegati al volere dei regimi e di ripercussioni delle vicende legate alla presa di potere nazifascista nel mondo contemporaneo.

Come riferisce Elena Mastretta, meinese in forze all’ISRN: “questo progetto, curato nella ricerca dal direttore scientifico dell’ISRN “Piero Fornara” Giovanni Cerutti, e reso fruibile dalla pubblicazione mensile degli articoli dalla rivista Anarchica, nasce dalla volontà dell’istituto di trovare nuove forme e destinatari per la divulgazione di argomenti di storia del ‘900. L’esperienza maturata nelle scuole ci ha convinti che lo sport, in particolare il calcio, fosse un buon tramite per raggiungere una fascia di pubblico già scolarizzata, ma ancora giovane, anche al di fuori delle sedi istituzionali, il che spiega la scelta di un luogo come Meltin Pop per il ciclo di iniziative”

Chi fosse interessato al tema può consultare gli articoli apparsi sulla rivista “A” tramite il sito www.arivista.org.

Ingresso con tessera Arci.

Maggiori informazioni info@meltinpop.it; didattica@isrn.it oppure sul sito www.isrn.it.

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