Informazione e consapevolezza sui temi della legalità. Questo è il messaggio chiave che è emerso dal convegno ” Terre libere, buoni frutti ” tenutosi ad Arona il 6 dicembre scorso…

Una folta partecipazione di pubblico per conoscere e prendere consapevolezza di una situazione che ha portato a sottovalutare per molti anni le infiltrazioni della criminalità organizzata in diversi settori dell’economia, anche nelle regioni del nord.

I DATI
In Regione Piemonte sono 693 i beni confiscati alla criminalità organizzata (16 nelle province di Novara e Vco).
Di questi solo 177 risultano destinati e meno di 50 sono effettivamente riutilizzati.

Il convegno organizzato da Nova Coop, in collaborazione con la Rete Nondisolopane, Libera Novara e il circolo di Legambiente Gli Amici del Lago. All’iniziativa – che ha avuto il patrocinio del Consiglio Regionale del Piemonte e della Provincia di Novara – erano presenti anche numerosi rappresentanti delle amministrazioni comunali del territorio ed esponenti delle istituzioni.

Con la moderazione del giornalista Beppe Rasolo dell’emittente piemontese GRP sono intervenuti: Domenico Rossi, consigliere regionale e vicepresidente della Commissione Regionale Legalità in Piemonte; Alfio Curcio, amministratore delegato della Cooperativa Beppe Montana-Libera Terra; Ryan Jessie Coretta, coordinatore provinciale di Libera Novara; Enrico Nada, responsabile attività sociali Nova Coop e Massimiliano Caligara, presidente circolo di Legambiente Gli Amici del Lago.

“Per troppi anni il tema delle mafie al nord è stato sottovalutato – ha evidenziato Domenico Rossi – In Piemonte non siamo immuni da questo fenomeno e si registrano significative presenze e infiltrazioni criminali distribuite sul nostro territorio a macchie di leopardo. I beni confiscati dalla magistratura in Piemonte raggiungono numeri importanti e ci presentano una realtà molto significativa che evidenzia come sia necessario mettere i soggetti, che si sono fatti carico di questi beni, nelle condizioni di poterli gestire per restituirli alla società: sono ben 100 i Comuni che sono coinvolti. Questo è un passaggio fondamentale perché gli immobili, i terreni e i negozi che restano abbandonati rappresentano la resa dello Stato, quelli riutilizzati, invece, sono il simbolo del riscatto civile delle nostre comunità, a maggior ragione se vengono destinati allo scopo di aiutare gli ultimi e i più fragili.”

La Cooperativa Beppe Montana-Libera Terra, cooperativa agricola che opera nella piana di Catania su terreni confiscati alla mafia, ha portato una testimonianza molto significativa di come questi interventi possono rappresentare un’occasione di rinascita e di sviluppo di un’economia civile che promuova la legalità e la giustizia.

Ryan Jessie Coretta, coordinatore provinciale di Libera Novara – associazione fondata da Don Luigi Ciotti e impegnata a promuovere e praticare i diritti di cittadinanza, la cultura della legalità democratica e la giustizia sociale – ha ricordato gli interventi di educazione svolta nelle scuole e ha annunciato la costituzione di un presidio che amplierà l’attività dell’associazione anche nel medio novarese.

Enrico Nada ha evidenziato l’impegno di Coop non solo nel sostenere la distribuzione dei prodotti di Libera Terra sul mercato, ma anche nel creare una maggiore consapevolezza dei consumatori sui temi della legalità e del consumo sostenibile. 

Massimiliano Caligara del circolo locale di Legambiente tra gli organizzatori della serata ha ribadito l’importanza dell’associazionismo e della capacità di fare rete e di costruire relazioni tra i diversi soggetti che operano nel volontariato, con l’obiettivo di raggiungere la sostenibilità economica da parte delle imprese sociali, per generare valore da poter reinvestire in nuovi progetti e iniziative nell’ambito della solidarietà.

Per Terre libere, buoni frutti anche una cena solidale “stellata”

A conclusione dell’evento si è tenuta una cena per oltre un centinaio di persone. Per l’occasione un menù degustazione offerto dal noto chef executive: l’aronese Fabio Barbaglini. Fabiocon la sua brigata ha realizzato un menu interpretando alcune materie prime prodotte dalle cooperative di Libera Terra e offerte da Nova Coop. L’intero ricavato dell’evento è stato devoluto a favore della ristorazione solidale gestita dalla Rete Nondisolopane. Una bella occasione per unire una finalità solidale all’esecuzione di uno chef “stellato”, un indiscusso talento dell’espressione della cucina italiana.

La Rete Nondisolopane

La Rete Nondisolopane nata nel 2013 raccoglie attorno a progetti di solidarietà sociale 16 associazioni no profit e si avvale del patrocinio e sostegno del Comune di Arona e del contributo di privati, aziende, associazioni e fondazioni.

La rete di associazioni è impegna in progetti di ristorazione solidale ad Arona e Borgomanero erogando circa 8.000 pasti all’anno. Nondisolopane è inoltre impegnata in progetti di social housing rivolti a persone in gravi difficoltà economiche. La ristorazione solidale di Arona è attiva dal lunedi al venerdi dalle ore 12 alle 14 presso il locale Wood (edificio della cooperativa Casa del Popolo in via Roma n.80) e vede coinvolti i volontari delle associazioni oltre a un cuoco professionista. Per avere accesso ai buoni pasto gratuiti è necessario rivolgersi al Centro di Ascolto della Caritas presso l’Istituto Molinari.

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